L'ANGOLO
FILOSOFICO 2007-2008![]()
(Ovvero : Secondo il mio punto di vista… Bruno ScatScat)
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Er Filosofo & Platone
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AMATORI CAGLIARI VS CRAL CTM CAMPO SAN PAOLO 1-0 |
Sabato 02 febbraio 2008, Stadio S. Paolo. Importante match contro il Cral CTM. Ormai viaggiamo su una lama. Se perdiamo punti dove non dobbiamo, siamo out !! Tristi ricordi mi tornano in mente. Contro questa squadra abbiamo concluso la partita d’andata 1 a 1 ma, soprattutto, il nostro amico Massimo Piludu si è infortunato gravemente. Forza Massimo ! Stiamo aspettando che tu ti riprenda e torni a gioire con noi. Un abbraccio sincero. Un grande !. Torniamo al pre partita. Il Mister si rende conto dell’importanza della posta in gioco. Una nostra vittoria ci potrà permettere di continuare a sperare. Pareggio o sconfitta ci relegherebbero in un Campionato anonimo e privo di mordente. Siamo tutti presenti per l’ennesima battaglia. Solita confusione, solita bolgia. Riuscire a cambiarci in 15 / 17 persone in tre metri quadrati è sempre impresa degna di Houdini. In attesa che qualcuno dei miei compagni liberi lo spogliatoio, mi affaccio fuori e trovo, al solito, il buon Moggi che mi chiama e mi dice: “Sei tranquillo ? Non ti preoccupare più di tanto. Se giochiamo come sappiamo, portiamo i tre punti a casa e avanti un altro. Invece io, questa notte, l’ho passata in bianco. Non ho chiuso occhio…”. Tutto preoccupato, gli chiedo il motivo. “Ma… non so, forse tutti questi viaggi per l’Italia. Stiamo tentando di chiudere qualche contratto con qualche calciatore un po’ decente, ma mi stò sfinendo. Ma con due pannocchie e tre semini cosa vuoi comprare ? A proposito, vuoi sapere l’ultima ? Mister Leo mi ha detto che anche lui ha avuto problemi ad addormentarsi. Mi ha raccontato che, nel dormiveglia, gli è venuto in mente una sciocchezza. Gli è venuto in mente che da ragazzino voleva leggere le riviste con le donne nude ma non poteva, perché se gli trovavano un “Oltretomba” o un “Lando”, gli toccava andare due mesi a servir messa alle otto di mattina. Allora pensava che quando sarebbe stato grande, si sarebbe abbonato a “Porca a Porca” e tappezzato la casa di donne nude. E invece guarda come è ridotto. Adesso ha più di cinquant’anni, potrebbe vivere in una costellazione di tette e, invece, legge “Men’s Health”, che di nudi è pieno: ma sono tutti uomini che si contano gli addominali, ridendo di lui.” Dopo questa ennesima rivelazione, torno dentro e vado a cambiarmi. Oggi, evento più unico che raro, i fratelli Karamazov (in arte, i fratelli Angioni), non faranno parte degli undici titolari. The Wall per squalifica, Flipper per scelta tecnica. Qualcuno mormora “Stavolta facciamo un partitone”. Qualcun altro dice: “Stavolta il Papa parlerà di miracolo nella città di Cagliari!”. Agli assenti da aggiungere anche il vecchio Dura che, anche lui per squalifica, guarderà la partita da fuori. Non evita però di farci sapere che: “…ragazzi, sono con voi. Da fuori vi guiderò con sapienti consigli e utili suggerimenti. Stavolta vi faccio vedere io, cosa deve fare un Allenatore, altro che leggere libri di dubbia provenienza…”. A quelle parole Pinzello si accascia sulla sedia, dove stava completando la sua vestizione. Si mette le testa fra le mani e comincia a ridere a crepapelle. Ringhio gli chiede: “Cosa hai da ridere?? Ancora le comiche devono iniziare e già cominci ??” “No, no. E’ che di cazzate ne ho sentite tante in vita mia, ma mai di così evidenti !!” Inizia la partita e in modo ordinato ed efficace blocchiamo ogni loro tentativo. Le nostre trame sono sufficientemente ordinate e le posizioni in campo sono mantenute senza problemi. Come al solito, intuizione di Anguillone, rapida giravolta nell’area, tiro secco e potente, rasoterra, alla sinistra del portiere e palla in rete. 1 a 0 e palla al centro. Per tutto il primo tempo controlliamo la partita senza particolari eventi calcistici da segnalare. Quasi al termine del primo tempo, mi risalta fuori la contrattura ed abbandono il gruppo, andando a soffrire in panca. Con questo risultato termina anche il primo tempo. Mister Leo, incredibilmente silenzioso e di poche parole, ci chiama tutti a raccolta e ci dà poche ma utili istruzioni: “A questo punto, il libro parla chiaro. Al paragrafo 47,5 è riportato tutto molto chiaramente. Azioni ad albero di natale e siepe selvaggia, con appoggi laterali e longitudinali, sempre rasoterra. Mai, e dico mai, dare terreno al nemico. Salire con la squadra e accorciare il campo. Il nostro centrocampo deve essere come Via Roma all’ora di punta quando stanno sbarcando le moldave dalle navi della Tirrenia. Tutti i palloni devono essere i nostri. Sono stato chiaro ?” Beh ! ragazzi, cosa vogliamo dire ? Che non è stato chiaro ? No! Non possiamo dirlo, perché altrimenti passiamo il resto del Campionato a marcire in panchina. Ed ecco che subito Marcello, con fare vagamente servile, dice “Chiarissimo come il sole, Mister. Stavolta andiamo in campo e li sbraniamo…”. Inizia il secondo tempo. Io siedo in panchina e vicino, tanto per cambiare, appare MaKanduSegnu. Che mi dice: “Non capisco come, i ragazzi, possano accettare di essere trattati così. Eppure hanno tutti più di quarant’anni. Mi ricordo di quand’ero ragazzino, avevo il collo con disegnate le lucertole, ma non erano tatuaggi, era polvere raggrumata e fango del campo da calcio. Mia madre mi diceva “Lavati, che sai di capra”. No che non mi lavo, sto bene così. Lei insisteva: “Ma gli altri ti staranno lontano”. Meglio, sto bene da solo. Alla fine tornava mio padre che mi diceva: “O ti lavi tu, o ti metto in lavatrice e accendo la centrifuga”. Io ho sempre pensato che non lo avrebbe fatto mai ma, nel dubbio, ero già dentro la vasca col sapone da bucato. E mentre guardavo la riga nera del mio sporco che segnava il livello dell’acqua, sullo smalto della vasca in stile petroliera, pensavo: quando sarò grande mi laverò a Pasqua, Natale e basta”. A questo punto lo interrompo e gli chiedo: “scusa, ma che centra con i quarant’anni ??”. Lui, non curante della partita, imperterrito continua “Adesso abbiamo sempre questi inutili e fastidiosi 40/50 anni, forse sarebbe il momento di non lavarsi perché si dice che l’uomo ruspante piace, e invece siamo pieni di creme al mandarino ed emulsioni alla lavanda; guarda Moggi, odora come un pino silvestre che invece delle pigne è colmo di Arbre Magique. Se gli passa vicino il cavallo della Vidal, lo monta per accoppiarsi…”. Accipicchia che pessimismo! Ma torniamo alla partita. Il Mister è in evidente stato di incoscienza. I nostri ragazzi, per l’ennesima volta, hanno ricreato le trincee di Caporetto. L’ingresso in campo di Flipper non migliora la situazione. Solo raramente mettiamo fuori il naso nel centrocampo avversario, ma tutta la squadra, a difesa del prezioso vantaggio, arretra a difendere il golletto di vantaggio. Vedo chiaramente Mister Leo dare indicazioni ben precise: “uscite, venite fuori, portate su la squadra… non vi fate chiudere…”. Tutto quello che ottiene è che, chi riesce ad allontanare la sfera di cuoio, riesce a fare 2, massimo 3 metri dalla zona che ha deciso di presidiare e da lì, costi quel che costi, non si sposta. Nonostante l’arbitro ci metta del suo a fischiarci contro tutte le punizioni possibili, riusciamo, questa volta, a portare a casa la preziosa vittoria per continuare a sperare. Mentra usciamo dal campo più di qualcuno non è troppo contento della vittoria. The Voice dice che non gli arriva mai un pallone degno di questo nome. Che se continua così non segna neppure dal fornaio sotto casa. Che le indicazioni del Mister sono troppo lacunose e bisogna correre ai ripari. E’ a questo punto che riappare Moggi che mi dice: “Bruno, ti ho mai detto della legge di Argon?” “No, cosa dice??” “Ogni soluzione e/o indicazione nuova genera nuovi problemi”. Così è, se vi pare. ErFi |
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TECNOEDIL VS AMATORI CAGLIARI CAMPO JOHANNES 1-1
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Colto da rabbia e da depressione, degne di Freud, cambio l’impostazione cazzeri di queste nostre avventure calcistiche e cambio genere. Sabato 26 Dicembre, Stadio Jupiter, avversari la TechnoEdil, ore 14.30 (Un pomeriggio da un giorno da cani). E’ un incontro importante ! E’ un incontro da dentro o fuori (i play-off) ! Se non si raccattano i tre punti della vittoria contro una squadra che ha 7 punti meno di noi in classifica, non possiamo poi aspirare a tentare di recuperare i punti persi andando a fare colpacci clamorosi con le prime della classe !! Una volta dentro gli spogliatoi, ci contiamo e, tolti i soliti pacchi, pacchisti e paccotti, esclusi i malati (immaginari e non), malandati, assenti, prossimi al ricovero per anziani, ci rendiamo conto che riusciremo, bene o male, anche questa volta a schierare 11 disgraziati in campo. Ringrazio la Società Sportiva che, fidandosi del sottoscritto, mi schiera anche se reduce da una contrattura non ancora completamente guarita e pronta a saltare fuori da un momento all’altro (cosa che regolarmente avverrà alla fine del primo tempo!), però non possiamo sperare di ambire a qualcosa di calcisticamente valido quando dobbiamo, settimanalmente, sperare di riuscire ad arrivare a 13 elementi validi. Ne vogliamo parlare ? Vogliamo affrontare il problema ? Ma si…. Parliamone… E’ chiaro che tesserare atleti, tanto per far numero, non serve a nulla. Come è anche un falso storico sostenere che “…beh, se siamo in 13, sicuramente pippone o non pippone, questa volta si gioca…”. Falso, terribilmente falso!! Io preferisco, se il caso, giocare qualche minuto in meno in una squadra che ha anche reali aspirazioni per raggiungere traguardi ambiziosi e di far gruppo, piuttosto che giocare sempre, o quasi, per poi non ottenere uno straccio di risultato oppure trascorrere il mio tempo ad inveire ora contro questo (il compagno o l’avversario) ora contro quello (l’arbitro…). Fare gruppo non significa soltanto riunirsi intorno ad un tavolo per mangiare una volta, ogni eclisse lunare, a spese della Società !!. Giocare sì, ma con dignità ! Ma andiamo avanti in questa filippica. Eravamo rimasti che, anche questa volta, si riesce a schierare una formazione che dovrebbe dire la sua. Primo tempo che scorre senza particolari eventi di cui parlare. Ti-tic, ti-toc, da una parte e dall’altra, noi non mostriamo un gioco particolarmente pirotecnico e anche loro, al di là di una certa foga calcistica, quasi a voler sfiorare la rissa, non creano nessun problema. La morale è il solito calcio ruminato a centrocampo, nessuna invenzione, appoggi sbagliati, palloni toccati per 37, 38 volte prima di passarlo (se si riesce) ad un compagno. Insomma, una di quelle partite che non saranno ricordate negli annali del calcio amatoriale. Sul finire del primo tempo, da un ottimo calcio d’angolo, battuto dal nostro sempre più pensieroso Lodo, scaturisce il nostro vantaggio grazie ad un accorto colpo di testa del nostro terzino sinistro Zorro. L’arbitro fischia la fine del primo tempo e, ancora festanti e giulivi, torniamo dal nostro amato Mister, pronti a ricevere le indicazioni necessarie per inanellare la quarta vittoria consecutiva che ci dovrebbe permettere di agganciarci al treno per i play-off. Mister Leo, sguardo altero, voce ferma e decisa, dà poche e confuse disposizioni. “dal terzo libro di Ferguson I°, le indicazioni sono chiare. Attacchi stratificati, dalle fasce gioco avvolgente e imprevedibile, centrocampo ora qui ora lì, difesa rocciosa e tagliente”. Insomma, per non farci mancare niente, anche questa volta non ci si capisce un tubo ma il problema diventa dei miei compagni perché io decido di accomodarmi in panca. Non voglio continuare a giocare al 50% e rischiare di peggiorare la situazione. Anche il nostro filibustiere e capocannoniere Stefano Ortu viene a farmi compagnia per i soliti, ripetitivi (e preoccupanti) problemi al ginocchio. Inizia il secondo tempo e si capisce lontano un miglio che la musica è cambiata. Gli avversari diventano, specialmente in qualche elemento, più rissosi e pronti allo scontro. Contemporaneamente, come se avesse visto l’Arcangelo Gabriele e tutti i Cherubini, l’arbitro comincia a fischiare tutto contro di noi che siamo in vantaggio, secondo una non mai chiara legge di compensazione. O meglio, si ripete un andazzo che pare caratterizzi, da molto tempo a questa parte, la classe arbitrale amatoriale. Infatti, per motivi ai più sconosciuti, l’arbitro comincia a fischiare di tutto e di più a senso unico, neanche fosse stato informato che se riuscisse a concludere la partita pari e patta (e quindi con la falsa convinzione di fare tutti felici e contenti, perché nessuno perde), verrà ricompensato, in Federazione, con una paga 5 volte superiore a quanto percepisce normalmente per le sue “fatiche”. Per raggiungere questo obiettivo, l’omino in nero (che qualche volta è anche in giallo, ma non per cirrosi multipla…) attua delle tecniche ampiamente collaudate e mai passate in disuso. Al minimo contatto tra due atleti, è sufficiente che ad ogni intervento, un giocatore vada in terra e lui fischia. Che ciufolo si fischia, il più delle volte, lo sa soltanto lui anche perché normalmente è distante decine e decine di metri dall’azione incriminata. C’è anche da dire, poi, che anche noi giocatori, per rendere più credibile la scena, ci mettiamo del nostro e, possibilmente, per non far sorgere il minimo dubbio nell’arbitro, appena toccati ci lasciamo andare ad una sceneggiata napoletana degna di Totò. Il tutto si compie attraverso tre fasi: l’urlo–la caduta-le conseguenze. Passiamo ora ad analizzare queste tre fasi, sempre poco studiate dalla nostra Società Sportiva ma, visto che il mondo è dei furbi, sarà il caso di cominciare ad applicare anche noi. L’urlo = La regola è semplice e di facile attuazione. Quando c’è un contatto di gioco con un avversario, a prescindere dall’intensità di questo contatto, è sufficiente emettere un grido lancinante, neanche si fosse investiti da un TIR con rimorchio. In questa prima fase è fondamentale la tempistica. L’urlo deve essere praticamente coincidente con il contatto. A quel punto (tra il vedere o non vedere) l’arbitro fischierà la punizione a favore del poveretto che si è visto travolto dal pesante autoveicolo ed l’uomo in nero vedrà realizzarsi la sua aspirazione di “tutore” della partita. Per gli studi più avanzati, attualmente si stà valutando se l’urlo deve essere secco e forte (tipo quando ti dai una martellata sul pollice, mentre tenti di attaccare un chiodo al muro) oppure se deve essere prolungato e accompagnato da maledizioni varie (tipo attacco di appendicite prossima alla peritonite). La caduta = Questa è una fase veramente delicata. Come i miei cari lettori sanno, purtroppo siamo in Over 40 (qualcuno anche in Over 50…) e, come cantava la gloriosa Gigliola Cinguetti nel suo ultimo successo “Non ho l’età”, bisogna andarci cauti a comportarsi come giovencille di primo pelo, pronti a buttarsi in terra, come bimbi impazziti. Diciamo che, normalmente, si tende a spiaggiare lentamente, in modo da far fugare qualsiasi dubbio ancora possa averne l’uomo in nero. Raramente ci si lascia andare a cadute rovinose, anche perché, poi, si rischia di andare al Pronto Soccorso non per il fanta-colpo subito (??) ma, piuttosto, per il modo scellerato con cui si è tentato di fare il tuffo in terra. Ci sono, infine, quelli bravi e preparati che riescono a fare dei carpiati con avvitamenti, oppure doppi salti mortali con coefficienti di difficoltà elevatissimi, ma sono una minoranza e che al mercato estivo si arriva ad acquistare a cifre iperboliche. Davanti a questi professionisti del tuffo, all’arbitro non rimane altro da fare che fischiare una punizione a loro favore. E’ il premio che gli viene giustamente riconosciuto per aver messo a repentaglio la loro vita con una sapiente piroetta. Le conseguenze = Questa è una fase che racchiude una vasta letteratura e diverse sono le teorie che vengono portate avanti per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Si và da coloro che rimangono immobili a terra, neanche fossero stati fulminati sulla via per Damasco a quelli che cominciano a contorcersi, neanche avessero le convulsioni. Quelli che rimangono fulminati, il più delle volte, richiamano alla mente gli eroi dell’Iliade e dell’Odissea, guerrieri che per il loro credo combattono fino allo stremo per poi capitolare davanti alle soverchianti forze nemiche. Una volta iniziata questa sceneggiata, è importante non immedesimarsi troppo nella parte perché le conseguenze potrebbero essere negative. O il Mister, nel dubbio che forse ti sei fatto male veramente, ti sostituisce oppure, se la parte è riuscita veramente bene, viene chiamata l’ambulanza e, se il caso, direttamente il carro funebre che ti caricano e ti portano via. La caratteristica di questi morti-viventi, sdraiati in terra, è che basta dare loro 3-4 gocce d’ acqua, gettata in malo modo addosso, ed ecco che, come se bagnati dall’acqua santa di Lourdes, in pochi secondi li vedi saltellare e sgambettare come cerbiatti. Con quelli che, invece, sono sotto convulsioni non sai mai cosa fare. Ti avvicini, tutto preoccupato, e cominci a togliere i petali dalla margherita: “ora muore… no, ora si alza e riprende a giocare… no, ora si alza e gli tira un cartone… no, ora lo operano a cuore aperto…”. Naturalmente, mentre si consuma questa scena da panico, l’arbitro, completamente immerso nella sua figura giustizialista, punisce chi ha procurato tanto dolore tirando fuori un cartoncino giallo o tirando fuori un cartoncino rosso oppure tirando fuori una pistola e giustiziando il malcapitato sul posto. Tornando alla partita, tutte questa situazioni tragicomiche vedono, naturalmente, avvantaggiare la squadra che in quel momento è in svantaggio. Infatti vengono sanzionate, a loro favore, ogni più piccola interpretazione regolamentare, anche nei casi di leggerissimo dubbio. Si fischia di tutto e di più. Viceversa, per avere una punizione a favore, si deve correre il rischio di vedersi gambizzati. Solo a quel punto, e perché non se ne può più fare a meno, viene fischiato un fallo a favore dell’Amatori Cagliari. Il primo frutto, di tutto ciò, è l’espulsione del nostro Duracell insieme al guardialinee avversario. Non so cosa dica il regolamento in merito e non ho ben capito quali parole siano volate tra i due, ma devo riconoscere all’arbitro un guizzo di intelligenza fuori dal comune per essere riuscito a colpire la nostra squadra senza toccare la squadra avversaria!! Una decisione salomonica veramente di rara bellezza! Naturalmente si fischia sempre di più a senso unico mentre, ormai, siamo assediati come il manipolo di eroi del Capitano Custer. Adesso entriamo nel film già visto. L’arbitro chiama i quattro minuti di recupero. Viene fischiata l’ennesima punizione a loro favore. Viene battuta, dall’altezza del centrocampo, verso l’area piccola. Della serie “buttiamola nel mucchio e vediamo che succede”. Succede che trovano il pareggio. L’arbitro, per non farsi mancare niente, butta fuori the Wall e un nostro avversario (altra sapiente decisione Salomonica). 9 contro 10. Veramente pittoresco. Dopo 2 dei quattro minuti chiamati, l’arbitro, ottenuto il risultato di pareggio che si era prefissato e su cui aveva puntato nel punto scommesse della Snai di Via Cavaro, decide che è ora di porre fine a questa ridicola storia calcistica. Solo in quel momento il nostro buon Moggi esce dagli spogliatoi. Stranamente non ha in mano il suo solito sigaro ma un prezioso volume dal titolo “Come ti canto tutto il Canzoniere” e comincia, contro l’arbitro, la sua tragica filippica: “Arbitro, ma sei suonato ? Sei una pallina di sterco di capra... Sei una malattia venerea… Roba da matti… Ti infilerei un riccio di mare nelle mutande e poi ti darei un calcio sugli zebedei… Sei proprio un’ascella sudata… Ma perché non vai a pomiciare con un cobra?... Sei più fastidioso di una zecca attaccata ad un testicolo… Ma cosa ti scorre nelle vene? Il Vetril ?... Sei un cretino di dimensioni bibliche… Sei una pecora con la lingua blu… Hai il quoziente intellettivo di un comodino… Sei proprio un eczema… Non ti sopporto più… Sei veramente più fastidioso di un calcolo renale… Hai la scabia… Menagramo… Ma cos’hai, il cervello in menopausa?.. Sei più antipatico della morte… Ma perché non fai un tuffo carpiato nelle tue feci?... Ma che credi di poterci impedire ad accedere ai play-off ??”. Dopo queste calme e serene parole, interviene Mister Leo che lo riporta all’interno degli spogliatoi. Dicono che, alla fine di un campionato, i torti e i vantaggi a carico di una squadra di calcio si equilibrano. Sarà…!! A me sembra una cazzata gigantesca !!! Così è, se vi pare. ErFi
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TIELLE COSTRUZIONI VS AMATORI CAGLIARI CAMPO COMUNALE SESTU 0-2
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Sabato 19 gennaio (e non 20, come erroneamente riportato nel sito) alle ore 16.15, presso il Vecchio Comunale di Sestu ci attende il match contro Tielle Costruzioni. Arriviamo, più o meno, puntuali all’appuntamento. Tutti vogliosi, tutti desiderosi di far vedere che non siamo proprio delle merdacce calcistiche. Arrivati al campo, vediamo subito che lo Stadio non è dei migliori (Voto 4 +). La Dirigenza tutta, indispettita dal fatto che il terreno non sia in erba, per poter applicare i magici schemi celesti di Mister Leo, decide che è giunto il momento di protestare e di farsi sentire presso gli organizzatori di questo Torneo Over 40 di Serie A1. Dopo aver sopportato gli arbitraggi più scellerati, dopo aver giocato su campi di calcio degni di Beirut Ovest, dopo essersi cambiati all’interno di spogliatoi di 2 metri quadrati, dopo aver fatto docce gelate, quando c’era l’acqua, è giunta l’ora di far vedere, agli organizzatori, che la Dirigenza dell’Amatori Cagliari ha detto “BASTA!!”. Leo Ortu, a gran voce, galvanizza il suo auditorio dicendo: “…o questi mi danno l’autorizzazione a giocare nel Campo in erba oppure vengono loro a giocarci qui, in questo campo di carciofi !!...” Perbacco! Questo è parlare da condottieri! Questo è prendere il toro per le corna! Mister Leo si apparta in un angolo e, con il suo telefonino futurista, dopo aver digitato un codice segreto di 14 cifre, apre il menù e appare, sul monitor del telefono, la scritta: “Vuoi telefonare?”. Il Mister digita “Si”. Di nuovo il telefono: “Nazionale, Intercontinentale o nei dintorni di Cagliari?”. Prodigi della scienza! Dopo aver dialogato con il telefono per circa 15 minuti per fargli comprendere che doveva chiamare un fottuto numero di Cagliari, il Mister riusciva, finalmente, a parlare con uno dei (pseudo) responsabili del Torneo. “Senta, è mai possibile che si gioca su questo campo infame ? “, risposta “Si”. “Ma non si può optare per un campo più decente ?”, risposta “No” “Ma se i ragazzi, e sottolineo i ragazzi, non volessero scendere in campo, che provvedimenti mi tocca prendere?”, risposta “Senta, non lo chieda a me! O giocate su questo campo oppure vi buttiamo fuori dal torneo, tanto i soldi dell’iscrizione li avete già versati, quindi…” Davanti a tanta potenza di fuoco, il buon Mister Leo non può far altro che attaccare. Si riavvicina a tutti noi e dice: “Ragazzi, mi sono fatto sentire in Federazione. Glie ne ho cantate quattro. Si sono prostrati in mille scuse, ma alla fine mi hanno chiesto la cortesia di soprassedere e di accettare di fare la partita su questo campo. Hanno detto che, per farsi perdonare, le prossime tre partite interne ce le organizzano al S.Elia”. A queste parole, Stefano Ortu, che evidentemente conosce i suoi polli, dice: “Ok, ok. Tutti negli spogliatoi e poniamo fine a questa pantomima”. Riappare anche il mitico Moggi. Cappello a tesa larga, cappotto in cammello, sigaro cubano, mi si avvicina e mi dice: “Un vero uomo, non c’è che dire. Mi ricorda molto il motto di Jones”. Incuriosito gli chiedo: “E cosa dice?”, “….o semplice, ragazzo, semplice. Gli amici vanno e vengono, i nemici si accumulano….”. Negli spogliatoi, Mister Leo dà istruzioni precise. “Oggi dobbiamo vincere, per sperare di attaccarci alla fila degli inseguitori dell’ultimo posto libero per i play off. E’ per questo che, dopo aver profondamente meditato, ho deciso di applicare il nuovo schema, tratto dal libro “come si diventa allenatori partendo da sottozero”. Lo schema si chiama ad albero di Natale e Palle di piombo. Praticamente i terzini fanno i terzini e non si muovono. Il libero e il centrale fanno i difensori. Il portiere para tutto e anche di più. A centrocampo schema innovativo. Duracell corre ora lì ora qui, creando una sapiente e innovativa confusione. Ringhio galleggia nella linea di centrocampo, sperando che non vada a fondo. Il rientro di Lodo, assieme a Flipper, stà a significare che i passaggi di prima ve li scordate e, mentre loro trattengono abilmente la palla, e mostrano i giochi funambolici più clamorosi, le nostre punte si muovono simultaneamente da destra a sinistra e viceversa, creando il caos più totale nella difesa avversaria. In tutto questo Mc Gerin, lo straniero del gruppo, alterna numeri da trapezista senza rete, in modo tale che il suo marcatore vada in bambola”. Davanti a tali chiari istruzioni, volgiamo gli occhi avviliti in terra. Anche oggi sarà battaglia. La partita termina 2 a 0 a nostro favore. Nel primo tempo ci sono buone trame di gioco ma non finalizziamo. Nel secondo tempo due cross (che, finalmente, arrivano dentro l’area piccola) sono felicemente incornate dal nostro filibustiere Stefano Ortu. E’ terminato il girone di andata e, giunti a questa fase della stagione, visto che Mister Leo è completamente assente, sia in panchina che sul Forum, mi tocca fare il punto della situazione. Ripassiamo un pò della nostra Storia, torniamo alle origini. Nel lontano Campionato 2003/04 si era in A2. E’ importante questo dato, per fare in modo che non ci si esalti troppo!! Allora la Società concluse il girone di andata con 11 vittorie e 3 pareggi. Totale 36 punti. Altre battaglie, altri soldati e, soprattutto, altri avversari. Passiamo al Campionato 2004/05. Naturalmente si era saliti in A1. Questa la “mitica” formazione con cui si inaugurò la prima giornata di Campionato: Ortu – Passino – Melis – Angioni G. – Lecca – Sanna – Porru – Saba – Angioni P. – Sarritzu R. – Dessalvi. In quel Campionato si concluse il girone di andata con 2 vittorie, 5 pareggi e 7 sconfitte per un totale di 11 punti. Nel Campionato 2005/06 ci fu una delle prestazioni migliori della Società Sportiva (accesso ai Play-off). Questi gli “eroi” che esordirono nella prima giornata di Campionato: Lecca – Portoghese – Scatena – Angioni G. – Pisano – Sanna – Angioni P. – Sarritzu – Saba – Ortu S. – Boi. In questo Campionato il girone di andata fu concluso con 21 punti, frutto di 6 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte. Arriviamo al Campionato 2006/07. Fu preparata una squadra per accedere facilmente ai play-off ma, come si sa, il gioco del calcio non è una scienza esatta. La formazione che inaugurò il Campionato era formata da: Lugas - Lecca – Boi V. – Scatena – Frau – Sarritzu – Cannoni – Angioni P. – Polo – Ortu S. – Boi F. L’obiettivo minimo non fù raggiunto nonostante il fatto che si fosse giunti alla fine del girone di andata con ben 25 punti, frutto di 6 vittorie, 7 pareggi e 1 sola sconfitta. Ed eccoci a noi. Campionato 2007/08. Finiamo il girone di andata con 19 punti, frutto di 5 vittorie, 4 pareggi e 5 sconfitte. Lascio a Saggi, Medici & Sapienti la lettura e l’ interpretazione di questi numeri. Sicuramente siamo in condizione di poter aspirare ad ottenere un piazzamento di tutto rispetto. Per fare ciò ci vuole cuore e fegato. Lo avremo ?? P.S. Complimenti vivissimi a Ivan Paone (o chi per lui…), che ha simpaticamente commentato l’arrivo dei rinforzi della compagine rossoblu. Infatti il nostro attento lettore avrà visto che, gira che ti rigira, la spina dorsale della squadra (e anche più…) è sempre fatta dagli stessi uomini. Ma il buon Paone, che si intende molto di rifiuti solidi e non, dovrebbe anche sapere bene che esistono personaggi che vengono tesserati, danno la loro totale e incondizionata disponibilità, viene sostenuta la spesa per iscriverli al Torneo e poi, degni della trasmissione “Chi l’ha visto?”, dopo fugaci apparizioni, spariscono nel nulla non dando più notizie. Sarebbe opportuno che il buon Ivan facesse un articolo con Federica Sciarelli per capire i motivi di questi comportamenti. Ad Majoram ErFi |
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COOPER BAND VS AMATORI CAGLIARI CAMPO CTM 3-0
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Campo del CTM. Avversari Cooper Band. Altro giro, altra corsa. Arriviamo puntuali allo Stadio del CTM. Ci siamo tutti, o quasi. Qualche Dirigente se la prende comoda e, tra loro, appare dal nulla il saggio Moggi che, con voce suadente, dice ai ragazzi: “Oggi è dura, molto dura… Sappiate che la Società Sportiva mi ha dato carta bianca per il mercato di Gennaio. Se non vi date una svegliata, qualcuno si ritrova a giocare nei Pulcini dello Zecchino D’Oro. Vediamo di far vedere di che pasta siamo fatti. Siamo ommini, omminicchi o quaquaraqua ??”. A queste parole, l’auditorio si ammutolisce e, tutti concentrati e senza tanti cazzeggi, ci si comincia a cambiare, decisi a mostrare il meglio di noi stessi. Nel frattempo, il buon Pillincone si mette a raccogliere, per l’ennesima volta, orologi, chiavi, bracciali, diademi, anelli, diamanti e contante vario. Tutti oggetti di valore che è preferibile affidare alle sue mani sicure piuttosto che lasciarle incustodite negli spogliatoi. Tra i vari oggetti, si ritrova anche un pacchetto di preservativi, racchiusi in una preziosa confezione di Christian Dior! A questo spettacolo, il Mister dice: “Ma che, per caso, qualcuno di voi vuol farmi credere che và a donne la settimana prima della partita ?? Al massimo leggetevi le riviste per soli uomini e andatevi a fare un raspone… e possibilmente senza diventare ciechi, visto che la palla non la prendete mai !!”. A queste dure parole, riappare Pillincone che, mentre si infila in tasca un libretto degli assegni preso chissà dove, mi dice: “Facile a dirsi! Una volta c’erano le riviste per soli uomini, oggi ci sono quelle per uomini soli. Si sentono sempre soli, anche se hanno una moglie e tre amanti continuano a essere ossessionati dal bisogno di piacere alle donne. E queste riviste ti spiegano come fare. Tipo come quella che è apparsa sul Forum. Ti ricordi quella con in copertina Lello Siddac ?? Queste riviste ti dicono, ad esempio, cosa devi fare, dopo i quarant’anni, per piacere alle donne. Devi fare cinquecento addominali, sessanta chilometri in bicicletta, novanta chili sulla panca in palestra e mangiare 180 calorie a pranzo. E poi, il sabato pomeriggio, come stai in piedi ? Ti rimandano al numero di Gennaio, dove ti danno in allegato la lista delle migliori 10 cliniche nel caso in cui devi farti ricoverare!! Sempre nello stesso numero ti spiega che aver successo sul lavoro non basta (loro danno per scontato che tu già abbia successo, non sanno che, ad esempio qui in squadra da noi ci sono degli sfigati da paura!). Comunque, oltre al successo, al prestigio e ai soldi, ti spiegano che devi coltivare degli interessi, altrimenti sembri un babbeo”. E io, prontamente, lo interrompo e gli dico “Ma io sono un babbeo, uno sfigato. Lo sono sempre stato…”. E il buon Pilli, ormai incontenibile, prosegue senza pietà: “…Si, si, lo so. Ma poi ti rammenti che hai quarantotto anni e vuoi ancora piacere alle donne, quindi leggi l’articolo e scopri che questo mese devi assolutamente andare a veder la mostra degli Avanguardisti russi, iscriverti al club “Amici del falco pellegrino”, fare la degustazione di vini Tibetani con formaggi ciprioti all’enoteca e andare la domenica a pulire la spiaggia del Poetto, rovinata dal malcostume di gente come te. Alla fine, con tutti questi impegni, non puoi fare tutto, qualcosa devi tralasciare. E dopo qualche anno la scelta è obbligata: tua moglie. E così il cerchio si chiude: per piacere alle donne, finisci per trascurare l’unica che hai e ha la pazienza di sopportarti, così vi lasciate e comprate le riviste per essere più seducenti…”. A queste parole, mi sento una nullità. Ma pazienza, il Mister ci chiama alla lotta. Per tutto il primo tempo, terminato 0 a 0, teniamo dignitosamente il campo. I nostri avversari trovano difficoltà impreviste nel cercare di far valere il loro gioco. Nell’intervallo, Mister Leo dà poche ma incisive istruzioni: “ErFi, esci dalla difesa e vai a marcare il loro numero 10. Stai attaccato anche se va in bagno.”. Io ho eseguito le istruzioni alla lettera, tanto è vero che il loro numero 10 non ha brillato molto ma, in compenso, la squadra avversaria, dopo l’autorete iniziale di McGerin, è riuscita a fare altri 2 goal, il tutto nel giro di 10 minuti e ci hanno rispedito a casa. Siamo tutti avviliti, per l’ennesima volta si torna a casa con le pive nel sacco. L’unico che sembra non curarsi più di tanto della situazione è proprio Duracell. Mi siede vicino e gli dico: “Mi sarebbe piaciuto rivedere la partita in TV per capire dove sbagliamo…”. Lui mi guarda con un ghigno satanico e mi risponde: “E tu pensi di risolvere tutto guardando la televisione ?? E quale televisione ?? Sky ? Mediaset ? Rai ? Videolina ?...” lo guardo atterrito e non capisco, ma lui, senza pietà, riprende: “Ho visto le menti migliori della mia generazione perdersi nella scelta di un televisore, per vedersi una sfottuta partita di calcio. Mutande, birra ghiacciata, rutto libero alla Fantozzi e via, isolato dal mondo e da tutti. Una volta ti chiedevano se lo volevi in bianco e nero o a colori! Oggi ti assalgono. Ieri sono entrato al negozio e mi hanno cominciato a dire: vuole la presa scart 100 hertz? Vuole lo schermo al plasma con l’opzione Multiscreen ? Vuole l’effetto surround o il nuovo THX ? Preferisce la porta USB o l’uscita FireWire per l’interfaccia con la dv cam ? A quel punto l’ho guardato e gli ho detto: “Scusi, vado a casa, mi laureo in ingegneria elettronica e poi torno a comprare la tivù” E tu mi parli di vedere la partita ? Guarda che venire a vedere giocare noi è come venire a vedere le comiche… o, se preferisci, è come vedere il Film “Incompreso”. Il saggio Moggi mi guarda e sorride. Mi prende da parte e mi dice: “Hai capito perché qualcuno comincia a perdere la pazienza ? Putroppo mi convinco sempre di più che vale l’assioma di Cole…” “E che cosa dice questo benedetto assioma ?” gli chiedo. “La somma dell’intelligenza, sulla Terra, è costante ma la popolazione è in aumento”. Così è, se vi pare. Ad Majoram, ErFi
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AMATORI CAGLIARI VS D & D SERVICE CAMPO DECIMOMANNU 3-2
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N.d.R. Ogni riferimento a fatti e persone e società calcistiche realmente esistenti è assolutamente casuale, ma non prive di fondamento. Ho provato a narrare quello che ricordo di un tragico sabato calcistico, avvenuto ben ---- giorni fa. Per quanto riguarda il branco di pecore, come qualcuno allegramente definisce i giocatori dell’Amatori Cagliari, si precisa che nessun animale è stato ferito o maltrattato durante la stesura di queste righe. Beh, buona lettura.
15 DICEMBRE 2007, campo Comunale di Decimomannu contro D&D Service. Ragazzi, se non si vince oggi sembra che verranno fatte le rappresaglie più raccapriccianti. C’è chi dice che, in caso di sconfitta, la conduzione Tecnica, di Mister Leo, venga fatta saltare in aria. Verrà spedito, a spese della Dirigenza, alla prossima edizione de “L’Isola dei Famosi”. Questa festosa e divertente dipartita sembra abbia il triplice scopo di ottenere non solo l’allontanamento del Tecnico dai ragazzi dell’Amatori Cagliari ma anche di far dimagrire, oltre che il suo corpicino, anche il suo cervello che, ormai ristretto in un cranio per lui troppo angusto, sembra partorisca idee nefaste nella conduzione sportiva della Società!!. Sembra che, per rendergli la permanenza nell’isola più gradevole, lo vogliano inviare già legato e imbavagliato. Anche i Dirigenti sono nell’occhio del ciclone. Di Linesman, la Società sta vagliando attentamente i comportamenti. Mi dicono che un sabato, dopo l’ennesima sconfitta, sia rientrato a casa e, al bar sotto casa, lo hanno festeggiato come un eroe, perché ad inizio torneo, aveva detto a tutti: “Vedrete, anche se incontreremo delle piccole difficoltà, quest’anno il campionato Amatori sarà nostro !!”. E gli amici del bar, non appena lo hanno visto, via con le pacche sulle spalle. “Bravo Linesman, siamo orgogliosi di te. Però dovevi dire anche di quando hai pescato quel luccio da 40 Kg e poi la sera ti sei trombato la Schiffer…”. In effetti la situazione non è delle più rosee. Le aspettative societarie sono state, sino ad ora, completamente disattese. Tra i Dirigenti comincia a serpeggiare un pessimismo diffuso. Non si sa più a quale santo votarsi. Un solo uomo al comando, ma non è Coppi. E’ il solito Mister Leo che, imperterrito, è convinto di aver a disposizione 11 leoni, pronti a sbranare tutto e tutti. Peccato che, il sabato pomeriggio, questi voraci felini si trasformino in 11 gattini che si lasciano andare, al massimo, a due-tre miagolii o a fare le fusa all’avversario di turno. Il nostro leggendario Dirigente Moggi (che ad una partita viene e nell’altra non si sa dove sia…) mi ha gentilmente recapitato una lettera. Ero indeciso se farvene conoscere il contenuto ma, arrivati a questo punto, ogni idea o consiglio è ben accetto. C’era scritto “…caro Erfi, io credo che qui non abbiano ben capito che per acquistare i giocatori ci vogliono progetti seri e non favole. Non puoi contrattualizzare dei campioni con le promesse di 2/3 cene ogni morto di Papa, oppure promettere la vincita di premi e cotillons che rifiuterebbero anche i barboni più disperati. Qui ci vuole pianificazione e competenza. Capillare ed efficiente organizzazione e competenza. Altrimenti vale la legge di VAN DE KERKOFF. … Ah! Dimenticavo. Non sai cosa dice, vero?? Te la voglio svelare. L’organizzazione e il calcio sono dominati da due tipi di persone. Quelli che capiscono ciò che non dirigono e quelli che dirigono ciò che non capiscono….”. Cosa avrà voluto dire ?? Mah. Dentro gli spogliatoi c’è aria di allegria. Ci sono tutti (o quasi). C’è anche il grande rientro del figliol prodigo, Duracell. Quando è entrato l’ho abbracciato e gli ho sussurrato, ad un orecchio,: “bentornato all’Inferno…”. Mi ha sorriso e mi dice: “Tranquillo, tanto peggio di così dove vogliamo andare ??”. Ora mi fermo un attimo per fare una doverosa precisazione. Il rientro in squadra del buon Duracell potrebbe crearmi qualche problema, nelle mie future narrazioni calcistiche. In passato, poiché ho osato cantare le sue gesta sportive in modo ritenuto, da Lui, poco “rispettoso”. Abbiamo rischiato di far saltare una sana & feconda amicizia sportiva. Poiché, ribadisco per la duecentesima volta, lo scopo di queste Calende sono unicamente quelle di far sorridere i miei pochi ma fedeli lettori. Per poi, un giorno, rileggersi e ricordare gli amici di tante battaglie e rivangare le miriadi di vaffa che ci siamo mandati e le risate che ci siamo fatti. Il sottoscritto non ha nulla contro nessuno. Ci sono modi più efficaci per sparlare o sputtanare qualcuno. Se il buon Dura mi rilascerà, sul Forum, l’autorizzazione a poter narrare le sue avventure sportive bene, altrimenti verrà semplicemente ignorato e mi limiterò a trattarlo come coloro che reputo o particolarmente suscettibili oppure come coloro con cui non ho ancora acquisito abbastanza confidenza, per lasciarmi andare a battute e frasi demenziali. Ma torniamo a parlare di Calcio. Prima dell’incontro, Mister Leo ci ricorda che “…oggi Lodo non può giocare. E’ influenzato. A centrocampo Flipper dovrà cantare e portare la croce. In difesa manca il Jocker. Quindi ErFi centrale, un poco più staccato dietro, rispetto a The Wall. Andiamo e mangiamoli con un sol boccone…”. Appena dette queste parole, iniziano i gesti scaramantici e i rituali più clamorosi. Addirittura c’è chi si mette al collo una catena intrecciata di aglio, crocefissi e cornetti napoletani. Con il suo solito sigaro, mi si avvicina Moggi che, in modo enigmatico, mi dice: “Ogni volta che sento il Mister che arringa i suoi atleti, mi ricordo della seconda legge di REP…” “e cosa dice??” gli chiedo. “…Quando si trova e si corregge un errore si scoprirà che andava meglio prima…”. Il primo tempo termina 1 a 1. Si capisce che siamo superiori, come gioco di squadra, ma non si riesce a trovare quella fluidità di manovra e quelle conclusioni che potrebbero permetterci di chiudere la partita con largo anticipo. Negli spogliatoi, Mister Leo ci catechizza. “Ragazzi, questa non è una scampagnata. Vogliamo metterci le palle o abbiamo lasciato tutto a casa ? E’ mai possibile che a quarant’anni suonati, quando sentite le parole “ragionamento, impegno, concentrazione” pensate subito ai lavori forzati ad Alcatraz? Se avete un’occasione, per tentare di vincere finalmente qualcosa nella vita, questa è la volta buona. Via, finta a destra, scatto a sinistra e palla in mezzo: dribblate con l’agilità di Cristiano Ronaldo”. Dopo queste parole, ci sentiamo tutti un poco più sollevati. Qualcuno si mette una fascia in testa, tipo Rambo. Qualcun altro, con dei pennarelli scuri, si pittura il volto come il Corvo (The Crow). Addirittura c’è Ringhio che si mette il costume di Super Pippo, ma quando vede che non gli entra, rinuncia e torna in campo con un tragico mantello nero con una “Z” marchiata dietro. Si rientra in campo e ci si accorge subito che è un'altra musica. Punizione per i nostri avversari. Spiovente dalla sinistra (di chi difende) verso l’area piccola. Il portiere Kojak decide, il quel preciso momento, che è ora di andare a prendere una farfalla che disturba pochi metri più avanti. Forse è la volta buona per iniziare una nuova ed eccitante collezione. Esce, ma non chiama la palla. La punta avversaria anticipa, al contempo, il suo smarrito e incredulo marcatore e scavalca il nostro portiere con irridente facilità in una porta ormai sguarnita. 1 a 2 e si ricomincia. In panchina Pillincone prepara la lettera di licenziamento, Linesmann cerca degli spilloni da infilare in un fantoccio. Mister Leo si prepara ad aprire il suo ultimo panettone natalizio (…strano, ma riesce a mangiare anche in questi frangenti….). A centrocampo le geometrie del binomio Dura-Flipper sembrano non sempre di facile comprensione per i compagni di squadra. Su un goffo fallo difensivo dei nostri avversari, in piena area, l’arbitro decreta un giusto rigore e riusciamo a pareggiare sul 2 a 2. Ma non è finita qua. Ad una decina di minuti dal termine il buon Flipper, che tra un passaggio e l’altro ha continuato a inveire contro tutti e tutto, raccoglie un pallone sulla destra (di chi attacca), all’altezza della linea di centrocampo. Lancio illuminante a incrociare sulla sinistra da dove, proveniente con passo spedito, il buon Duracell, poco fuori dall’aria di rigore e senza attendere che la palla tocchi terra, al volo schianta un tiro imparabile alla sinistra del portiere. Roba sta standing-ovation. O, come direbbe il buon Beppe Bergomi, su Sky, “un gesto atletico che da solo vale il prezzo del biglietto”. Bravi, grandi, reali, spettacolosi, etc. etc. 3 a 2 e si chiude anche questa avventura. Negli spogliatoi è una festa e una gioia che non si ricordava da tempo. Il Mister stringe mani e si complimenta con tutti. Si vede che è contento e io sono contento con lui. Ma il solito Moggi mi si avvicina silenzioso e mi dice: “Mi fai accendere ? Sai, questi cubani ormai sono difficili da trovare, costano una fortuna e quando ne accendo uno provo sensazioni ormai sopite. Che te parso del match… bello, vero ?? Mi ha ricordato molto il postulato di TOMACHEWSKY. Se sei di buon umore, non ti preoccupare. Ti passerà”. Così è, se vi pare. ErFi
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LA PULITUTTO VS AMATORI CAGLIARI CAMPO JOHANNES 3-1
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N.d.R. Ogni riferimento a fatti e persone e società calcistiche realmente esistenti è assolutamente casuale. Ho provato a narrare quello che ricordo di un tragico sabato calcistico, avvenuto ben 27 giorni fa. Per quanto riguarda il parco buoi, come qualcuno allegramente definisce i giocatori dell’Amatori Cagliari, si precisa che nessun animale è stato ferito o maltrattato durante la stesura di queste righe. Beh, buona lettura.
01 DICEMBRE 2007. Stadio Johannes, ore 14.30, incontro di calcio contro la capolista Pulitutto. Incontro che potrebbe indicarci se continuare ancora ad aspirare a qualcosa di significativo, in questo Campionato 2007/2008, oppure se saremo costretti a combattere per più modesti obiettivi. Puntuali e concentrati ci ritroviamo all’interno di spogliatoi che sembrano sempre più stretti. Anche la squadra dei 7 nani troverebbe difficoltà a rigirarsi all’interno di stanze così anguste. Per non parlare di Biancaneve, che verrebbe palpeggiata in ogni dove… E’ il giorno dell’esordio del nostro nuovo portiere. Mister Leo ha tagliato definitivamente Mastro Lindo. Il suo sostituto è Kojak. Speriamo che il risultato (almeno quello calcistico e di… spogliatoio) sia diverso. In passato, Mister Leo ha sempre detto che una oculata scelta degli atleti, in sede di campagna acquisti, è fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo finale. E’ per questo motivo che ha trascorso gran parte delle ferie estive a visionare gli atleti più disparati. Ora questo, ora quello, parlava dell’allestimento di un “Dream Team” da paura. Poi ha tesserato in squadra, in fretta e furia, tutti quelli che è riuscito a trovare in 4 e quattr’otto, neanche fosse stato Cellino, per arrivare a schierare almeno 11 elementi. Un tifoso gli ha chiesto “Ma la coerenza di cui tanto parlavi, dove la mettiamo?” Il Mister, impassibile, ha risposto: “Mah, vediamo… o a terzino o a centrocampo… dipende…”. Qualcuno si è anche chiesto quale fosse questo fantomatico obiettivo finale, a cui aspirava la Società Amatori Cagliari, ma molti a questo amletico quesito, non hanno ancora saputo rispondere. Il fedele Pillincone ha svelato che, ad inizio Campionato, ha visto i Mamma Santissima della Società Sportiva riunirsi per decidere. Hanno poi deciso che prima di decidere bisognava riunirsi per decidere il metodo decisionale su come prendere una decisione su come si decide. Dopo 6 ore di riunione hanno deciso: “Decidiamo un’altra volta”. C’è da dire che, sempre attraverso le gole profonde che imperversano in Società, circoli la convinzione che i piani alti societari attribuiscano, parte delle responsabilità di questo Campionato incolore, alla Guida Tecnica del gruppo. Ma parliamoci chiaro. E’ colpa di Mister Leo se Mastro Lindo và a farfalle ? E’ colpa di Mister Leo se ogni sabato si rompe un calciatore ? E’ colpa di Mister Leo se Flipper si fa ammonire un sabato sì e l’altro pure ? E’ colpa di Mister Leo se i calciatori, quando tirano, non prendono mai lo specchio della porta ? E’ colpa di Mister Leo se gli arbitri, dopo aver visto i nostri colori sociali rosso-blu, decidono di far pagare a noi tutto il livore che hanno contro Cellino ? No, non è colpa di Mister Leo. Però, parliamoci chiaro: in Società qualcuno che porta sfiga c’è!! Prima dell’inizio dell’incontro, evento degno delle passerelle di “Valentino Vogue”: foto per l’album del sito della Società. Veniamo chiamati in ordine sparso, mentre si stà tentando di effettuare il riscaldamento, per essere immortalati dalla mitica macchina fotografica del Mister. Sembra che il sofisticato apparecchio sia stato vinto direttamente alle Barbados. In uno dei suoi viaggi erotici-mistici, Mister Leo ha vinto questa spaventosa macchinetta futurista, entrando come millesimo frequentatore di un locale a luci rosse (molto rosse e poco blu….). Davanti alla camera le pose più agghiaccianti. The Wall rigido e fisso, sembrava stesse per essere fucilato, Ringhio sembrava stesse passando di lì per caso, espressione stanca e avvilita ancor prima di cominciare, ErFi sono stato beccato, per l’ennesima volta, con gli occhi chiusi; non si sa se già mi stavo lasciando andare al sonnellino pomeridiano o perché abbagliato dal potente micro-flash incorporato nella macchina. The Jocker ha richiesto 37 pose. Ha poi fatto sapere che, una volta visionato, con tutta calma, le 37 pose, avrebbe scelto quella che meglio lo immortalava, da pubblicare sul sito. Lodo ha mandato il fratello, tanto ha capito che per il momento è meglio non esporsi in prima persona. Fabrizio Pagani ha iniziato a girare intorno alla macchina e poi, con una serie di finte, smistava sulla sinistra. Praticamente il Mister non riusciva a centrarlo. Inizio della partita. Uno, due, tre. Ci ritroviamo sotto di 3 goal senza neanche aver capito come. Specificando che i goal non sono attribuibili a colpe particolari del portiere, a Kojac darei un bel N.G. (non giudicabile), perché al di là dei tre palloni tolti dal fondo della rete non ha fatto 1 sola parata degna di questo nome. Tutti i goal sono scaturiti da passaggi che, fortuitamente e non, i nostri ragazzi hanno gentilmente appoggiato per le punte avversarie che, vista tanta grazia, non potevano fare a meno di accettare. Come al solito, una volta andati sotto (ma molto sotto), nel secondo tempo prendiamo le redini del gioco. Ma ormai i cavalli sono tutti scappati… Flipper inveisce contro tutti e tutto, inveisce contro l’arbitro e, sembra, anche contro l’ennesimo cartellino giallo che gli viene sventolato in faccia. Si riesce a siglare il goal della bandiera ma è un po’ poco per voler competere ai piani superiori della classifica. 3 a 1 e tutti a casa. Naturalmente, dentro gli spogliatoi, la solita bolgia dantesca. C’è chi si lascia andare a frasi del tipo “era meglio quando c’era Siddac… almeno, perso per perso, si rideva…” In effetti, secondo i sondaggi, uno dei più amati dalla squadra risulta essere proprio il buon Lello Siddac: e infatti è l’unico che è stato mandato via. Flipper, esasperato, dice: “c’è un solo modo per tornare a vincere: restare uniti”. E infatti litiga con tutti, per tutto la lunghezza del campo da calcio. In questo caos, il silenzioso Moggi, con il suo inseparabile sigaro, mi prende da parte e mi dice: “Hai saputo l’ultima ? Gli organizzatori di questo Campionato hanno fatto un sondaggio ed hanno chiesto, ad alcuni dei nostri giocatori, di “Esprimere sinceramente il proprio pensiero su questo Torneo di calcio Amatoriale”. Lo sai cosa ne è venuto fuori? Mister Leo ha chiesto cosa sia il calcio Amatoriale. Flipper ha chiesto cosa sia un Torneo di calcio. Lodo ha chiesto cosa sia un pensiero. In società stanno ancora aspettando che Mastro Lindo ci dica cosa voglia dire “sinceramente”. Accipicchia, ma qui siamo al delirio più totale ! Per fortuna che a normalizzare tutto arriva il buon Linesman che mi dice: “Lo sai che ieri ho incontrato Mister Leo che passeggiava (???) intorno allo Stadio S.Elia ? Era a spasso con un dobermann, aveva dei denti lunghi, la bava alla bocca e ringhiava. Allora ho fatto un passo indietro, spaventato. Il doberman mi ha detto: “Tranquillo, ha la museruola!”. Cosi è se vi pare (Auguri. Vi voglio bene!!) ErFi.
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AMATORI CAGLIARI VS HOTEL PANORAMA CAMPO SPANO 2 0-0
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Miei cari prodi. Benvenuti in questa nuova avventura calcistica.
Mettetevi comodi, allacciate le cinture. Si parte…. Appuntamento per le
ore 15.00 (ora di Leowich) presso lo Stadio Spano 2. Quando si gioca in quella zona ho sempre difficoltà ad individuare il campo esatto su cui dovrò incontrarmi con tutti i miei compagni di sventura. Trattasi di zona “sportiva” che racchiude 4-5 campi di calcio, uno vicino all’altro, posizionati ai margini della città e nelle vicinanze di zone incolte e spesso abitate da zingari e nomadi di variegata provenienza. Dopo aver parcheggiato l’auto, praticamente ai margini della strada principale, mi armo del navigatore satellitare smontato dall’autovettura, per individuare esattamente quale sarà, tra i campi di calcio detti prima, il prescelto per la disputa del big match di oggi. Avversari saranno i primi della classe: Hotel Panorama (punti 18, contro i nostri miseri 8). Poiché la prima legge di Murphy parla chiaro (“Niente è facile come sembra”) naturalmente mi rendo conto che dovrò attraversare tutti e i campi che precedono quello che ci ospiterà: l’ultimo della serie. Mentre passeggio nelle vicinanze di questi ridenti campi di gioco, che hanno visto negli anni centinaia di atleti vogliosi e scalpitanti tentare di mostrare la loro arte calcistica, assisto agli spettacoli più deprimenti. Lavandini e caldaie abbandonate in alcuni angoli non tanto remoti, terreni in stato di abbandono, spogliatoi in cui gli stessi profughi clandestini si rifiuterebbero di entrare, cataste di ferri vecchi arrugginiti, in attesa di essere gettati chissà dove. In questo ambiente avvilente, individuo il nostro spogliatoio. La domanda nasce spontanea. Ritengo che tutte le squadre che utilizzano questi campi sportivi debbano pagare una quota per l’uso degli stessi. La vil pecunia, versata per l’uso, dove và a finire ? Per quale motivo un campo (+ spogliatoio) comprensivo del terreno limitrofo, che faceva cagare 5 anni fà continua a far cagare, se non peggio, a tutt’oggi ? Mentre ci si cambia, con voce solenne, il Magic Mister si lascia andare ad una serie di editti che ci lasciano tutti a bocca aperta e che ci colgono spiazzati. Dall’Editto N° 1 di Leo: “Ragazzi , oggi in porta ci và Flash. Questo cambiamento perché sono rimasto deluso dal comportamento di Mastro Lindo. Tramite alcune conoscenze di nobili origini sono riuscito a girarlo, gratis, ad altra squadra. Chi è con noi o si comporta secondo quanto stabilisce la Società Sportiva o, altrimenti, trova collocazione in altri luoghi. Io preferisco stare in panchina a dirigervi in accordo alle preziose indicazioni tecnico-tattiche che, negli anni, sono riuscito a trasmettervi (???)” Dall’Editto N° 2 di Leo “Sono venuto a sapere che ultimamente, all’interno dei nostri spogliatoi, sono sparite somme in danaro, più o meno rilevanti. Di questa notizia sono rimasto piuttosto meravigliato, perché in precedenza erano spariti telefonini, mazzi di chiavi, pacchi, contropacchi, paccotti, assegni, walkman, bamboline, preservativi nuovi e usati. Ma mai e poi mai era sparito del denaro frusciante. Nel dubbio, mi vedo costretto a fare un tentativo. Per tentare di ripristinare la legalità, schiererò in campo, a terzino destro, il mitico Dirigente Pillincone..”. A questa affermazione qualche simpatico burlone si lascia andare ad una risata e sussurra “…e, chi porta il pallottoliere per non perdere il conto dei goal che ci faranno oggi??”. Il Mister riprende il controllo della situazione gridando: “Silenzio. Vi farò vedere che questo giovin virgulto di 55 anni darà ancora il suo sapiente contributo. Non è vero Pillincone ??” Nel dire ciò lo guarda con occhi fiammeggianti, serrando la mascella, mentre il buon Pilli, tutto preoccupato, dice a The wall “…e oggi che cavolo porto a casa ? Se questo mi fa giocare, chi sarà il fortunato prescelto per la raccolta degli oggetti di valore ???...”. Dall’Editto N° 3 di Leo “Volevo informare le voci maligne e tendenziose, ed in particolar modo quella linguaccia di ErFi, che il buon Marcello Troddione, dopo un lungo periodo di meditazione, ha deciso saggiamente di riprendere ad inviarmi delle comode e spaziose casse di pesce fresco. Visto che sembra gli sia tornata la favella, è molto probabile che venga schierato anche lui, durante il match. Mi raccomando, quando entra in campo sarà il suo esordio stagionale. Fate la cortesia di battere le mani e cercate di non farlo stancare troppo…” A queste parole, il buon tampone di prima rincara la dose “…ah, ho capito !! Oggi il buon Leo ha deciso di subire un cappotto colossale. Io, quasi, quasi fingo un collasso, così evito la figuraccia…”. A conti fatti, anche oggi siamo in 13. Bene o male sono deciso a vendere cara la pelle. Speriamo bene. Mentre ci dirigiamo verso il centro del campo, il saggio Flash mi prende da parte e mi dice “Oggi voglio vedere se si realizza il Teorema di Ginsberg !” “E cosa dice questo Teorema ??”, gli chiedo. Flash mi guardia con aria di compatimento e mi sussurra: “oh, è semplice. E’ fatto da tre postulati. 1°. Non puoi vincere. 2° Non puoi pareggiare. 3° Non puoi nemmeno abbandonare”. Dopo questa dettagliata spiegazione mi sento più tranquillo. Sono certo che non avremo nulla da perdere. Vada come vada. Della partita c’è da dire che abbiamo incredibilmente bloccato 0 a 0 i primi della classe. Ad essere onesti sino in fondo, forse è il caso di dire che sono stati loro a riuscire a bloccare noi sullo 0 a 0, visto che grandi azioni da goal o gioco spettacolare, da parte dei nostri avversari, io non ne ho visto. La nostra squadra, con una prestazione tosta e gagliarda è riuscita ad arginare i loro fiacchi tentativi. Anzi, se andiamo a contare le conclusioni verso la porta avversaria e le trame di gioco, noi avremmo qualcosa da recriminare. Unica nota negativa l’ennesimo rigore fischiato contro di noi a pochi minuti dalla fine. Ma è stato proprio in quel momento che il buon Flash ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, che se avesse continuato nel ruolo di portiere avrebbe assunto una figura mitica all’interno della squadra. Rigore parato e partita finita. Nei conti del fine partita da ricordare che The Voice si è fatto buttare fuori per un incontro-scontro con l’arbitro e che “The Joker”, coinvolto nella battaglia ed emulando i guerrieri epici dell’ Orlando Furioso, ha finito zoppicante e dolorante. Cosa altro dire ? Un saluto particolare a LastMinut, sempre presente alle nostre partite. Quello di Last è un comportamento che và apprezzato, questo è attaccamento reale alla maglia. Adesso che abbiamo visto Ballotta, che a 45 anni è titolare in Serie A, dopo che Panucci a 34 è un punto di riferimento nella Nazionale, dopo che Pillincone a 55 calca i terreni di gioco come gli abbiamo viso fare, possiamo sperare di continuare a tirare calci ad un pallone per ancora molti anni ancora. Al caro Lello Siddac, di cui mi mancano tanto le meravigliose storie di donne e di pallone, voglio suggerire di rivalutare un contratto con l’Amatori Cagliari. Tanto un tassello di gloria se lo ritaglia, se si accontenta…. Rientrando negli spogliatoi il saggio Moggi, aspirando profondamente un cubano di annata, mi si avvicina e mi dice “Gli amici vango e vengono. I nemici si ammucchiano”. ErFi |
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NURAGHE / DEMI VS AMATORI CAGLIARI CAMPO JOHANNES 2-0
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Ed eccoci di nuovo insieme a raccontare (o meglio, a tentare di raccontare) un'altra sfolgorante avventura calcistica degli atleti dell’Amatori Cagliari (L’Armata Brancaleone – 1966). Ho la sensazione che la storia, in cui ci siamo inoltrati, assomigli sempre di più alla trama di un film classico, di quelli visti e rivisti più volte sui schermi cinematocrafici e nella vita sportiva. Sabato, alle ore 14.00, (Quel pomeriggio di un giorno da cani – 1975) puntuali come le cambiali, arriviamo tutti speranzosi di interrompere la sfiga (??), la jattura (??), la iella (??) che da un po’ di tempo a questa parte sembra avvolge le nostre avventure calcistiche (Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio – 1983). C’è una certa allegria, non si capisce se ciò sia causato dal fatto che ancora siamo completamente ignari delle nostre scarse capacità calcistiche o perché sappiamo che tanto, che si vinca o che si perda, si rimane sempre…. Qualcuno si è anche pettinato a nuovo, quancun altro si è fatto il pedicure, intanto The Jocker narra delle sue mirabolanti avventure in Spagna (Le avventure del Barone di Munchausen – 1989) e del prossimo contratto con le merengues. Qualcuno ascolta distratto, qualcun altro mormora che sono tutte cazzete, stà di fatto che irrompe, negli spogliatoi, con sguardo vitreo e fisso, uno dei personaggi più inquietanti che abbiano calcato il terreno di gioco amatoriali negli ultimi 10 anni: il portierone Mastro Lindo (Qualcuno volò sul nido del cuculo – 1975). Comincia da subito a dire che vuole uno difesa bloccata dietro, tipo linea Maginot e, per dare più forza al suo concetto, mi guarda nelle palle degli occhi, con sguardo ipnotico, e mi dice “…senti ErFio de nà… questa volta ti metto un’ancora al collo, così non ti muovi più e non te ne vai a scorazzare lungo la fascia, invece di stare dietro a coprire gli spifferi, come si conviene ad un terzinaccio vecchia maniera…”. Lo guardo un po’ smarrito, non capisco se stia scherzando o stia facendo sul serio ma, nel dubbio, gli rispondo: “…stai tranquillo, tanto c’è il Mister che, come supero la metà campo, comincia ad ululare come un lupo... (Un Lupo mannaro americano a Londra – 1981)”. Tranquillizzato dalla risposta si mette seduto vicino e comincia la vestizione. Ancora inconsapevole del pomeriggio che lo aspetta, consegna docilmente 3, diconsi tre, telefonini nuovi di pacca al nostro Pillincone che, tutto sorridente, gli mormora con voce suadente “tranquillo, questi te li custodisco io. Al termine della partita te li ridò più nuovi di come sono adesso…” (Rapina a manoi armata – 1956). Il Mister nel frattempo, per motivare ulteriormente tutti i suoi ragazzi, dice con aria soddisfatta: “…finita la partita, distribuisco le tute e i giacconi della Società Sportiva a chi ancora non li avesse presi. Ragazzi, mi raccomando, non facciamo scherzi. Io ho speso un patrimonio per questo materiale. Come minimo dobbiamo finire in zona Champions League !! (L’illusionista. The Illusionist – 2006)...”. “…mi raccomando, non facciamo come qualcuno che ha preso il prezioso materiale sportivo e poi è sparito (Prendi i soldi e scappa – 1969)….”. Arriva il momento delle indicazioni su come dovremo schierarci in campo e il momento è catartico e solenne, di particolare importantanza, poichè catechizza tutti gli atleti, uno ad uno (I Dieci Comandamenti – 1965). “…Il portiere stà in porta e para tutto quello che può e deve… ErFi a terzino sinistro. Non ti sganciare altrimenti ti dò un gancio io… Flash a terzino destro, fai il tuo senza strafare, possibilmente non spigolare con il pallone… The Jocker centrale, assieme a The Wall. Mi raccomando, se serve spazzate via il pallone senza tanti fronzoli altrimenti cercate di giocare la palla sul compagno smarcato (???)… A centrocampo Flipper a dirigere, smistare e illuminare, Veronica a supporto sulla sinistra, cercando di non avventurarti nelle tue solite piroette, Pinzello davanti la difesa a ricevere dai compagni (???) per poi smistare per il compagno più vicino…, Ringhio a destra di centrocampo senza tanti fronzoli e cerca di rimanere in piedi... Punte di fuoco, The Voice e Su Mister ad incrociarsi e a galleggiare (????) tra la linea del fuorigioco e gli spazi liberi… (La Bibbia – 1966)”. Come il Mister termina di dare le sue preziose e rivoluzionarie indicazioni ci guardiamo con gli occhi sbarrati. Saremi in grado di poter sostenere una prova tanto ardua ?? Saremo capaci di non deludere il nostro condottiero ?? Riusciremo a proporre un gioco all’altezza delle aspettative ?? (Al vertice della tensione- 2002). Della partita preferisco sorvolare, sarei talmente stucchevole e ripetitivo che Leo Ortu potrebbe cacciarmi dall’angolo filosofico. Allora, questa volta, dirò che a qualcuno è partito l’embolo (Shining – 1977), che dopo 10 minuti eravamo sotto di due reti e con un uomo in meno (Al di là del bene e del male – 1977), che abbiamo avuto il controllo delle operazioni, dopo essere passati in svantaggio (Atto di Forza. Total Recall – 1990), che abbiamo dato la caccia al pallone senza molto costrutto (Blade runner – 1982), sbagliato un calcio di rigore (Cape Fear. Il promontorio della paura – 1991) e che quando l’arbitro ha fischiato la fine più di qualcuno ha tirato un sospiro di sollievo (Indiana Jones e l’ultima crociata - 1989). Nel rientro negli spogliatoi tristezza e delusione. Motivo in più per continuare a serrare le fila e farsi trovare pronti per la prossima battaglia (Heat. La sfida – 1995). Concluderò con un piccolo inciso. Ho letto tutti i preziosi interventi che gli Ex e/o similari hanno fatto in questo periodo nefasto. E’ bellissimo vedere che tutti ci incoraggiano e tutti ci incitano. E’ meraviglioso sapere che tutti fanno il tifo per noi e che non vedono l’ora per venirci ad incitare. Addirittura fiabesco sentire i ragazzi che vogliono organizzare una partita tra i quattro sfigati dell’Amatori Cagliari (10/11 elementi) e la plunipotenziaria Squadra degli Ex (22/23 elementi). E’ stato bello vedere che Lello Siddac & C. ci inciti ad una una sfida calcistica/culinaria dai risvolti tragicamente scontati (La grande abbuffata – 1973). Tutti quanti gli Ex (o similari) appena sentito della disfida lanciata si sono lasciati andare, sul Forum, alle affermazioni più agghiaccianti. Peccato che un uccellino nero (che il buon Lello ben conosce…) mi abbia detto che, in realtà, a molti Ex girano ancora le balle perché il Mister li ha “gentilmente ed elegantemente sfanculati ad andare a giocare altrove (leggi “gli è stato dato il cartellino gratis”), qualche altro Ex è stato velocemente mollato per evitare guai peggiori (leggi “è stato consegnato ad un’altra Società Calcistica ,impacchettato e portato sotto la sede gratis”), ed infine c’è la categoria dei “…avrei voluto tenervi, ma l’età, i doppioni, i triploni, la panchina ha posti in piedi…” dove, addirittura, risulta siano state pagate alcune Societàò Sportive perché se li portarssro via. (Die Hard. Duri a morire - 1995). Da qui i riti Voodoo, e le jatture varie che il buon Leo si deve sorbire. (Il Gobbo – 1960) Io non so dove sia la verità, ma è notizia certa che il Magic Mister stà per dare alle stampe un magnifico volumetto, rilegato in oro zecchino e pelle di bufala, dove il titolo dice tutto “Come ti erudisco l’atleta e poi vieni sedotto e abbandonato…”. (Il Padrino - (1972); Il Padrino Parte II (1974); Il Padrino Parte III (1990). In media stat virtus |
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VS AMATORI CAGLIARI CAMPO VECCHIO S.ELIA 2-0
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Nonostante l'avviso che appare sul Forum "CAMPAGNA SULL'ABUSO SUL
GIUDIZIO A CAZZO" proverò anch'io a cimentarmi in questo sport di chi le
spara più grosse. Da non dimenticare mai: se uno farnetica e sai chi è
lo puoi curare. Ma se uno dice stronzate e non sai chi è lo puoi solo
compatire. E adesso cominciamo. Il Corriere dello Sport titola: “Fatti,
non parole”, anche l’Unione Sarda riporta “Le solite disattenzioni
puniscono una squadra alla ricerca della continuità”. Nell’editoriale
nudo e crudo di Walter Calloni, direttore della “Gaggetta dello Sport”,
vengono evidenziate le attuali problematiche della Società Sportiva
Amatori: “…la Società Amatori deve rendersi conto che con l’attuale
rosa, messa a disposizione da Mister Leo, non si può aspirare a
traguardi da medaglia. In una rosa già scarna e cigolante, le assenze di
Stefano Ortu e Mario Mulas hanno evidenziato le solite carenze. Mancanza
di grinta, cattiveria agonistica ai minimi storici hanno caratterizzato
una prestazione non in linea con le possibilità dei ragazzi di Mister
Leo. L’insufficienza agonistica sommata ad alcuni erronei disimpegni ha
contribuito alla fissazione del risultato per 2 a 0 a favore della
compagine della Settimese. Sono state sufficienti due disattenzioni
della difesa per determinare il risultato finale. Poi il solito possesso
di palla fine a se stesso, mancanza quasi totale di giocate semplici e
lineari. I soliti noti che invece di incoraggiare e stimolare il
compagno di gioco si lasciano andare a parole e atteggiamenti che
favoriscono lo scoramento dei compagni. La Società Sportiva dovrà
intervenire nei comportamenti atletici dei giocatori e alzare la media
del tasso tecnico e agonistico se si vuole migliorare una situazione che
lascia presagire la conduzione di un anonimo Campionato di centro
classifica”. Ma procediamo con ordine. Nella settimana, che ha preceduto
il match contro l’Amatori Settimese, sono serpeggiate nel Forum
dichiarazioni che hanno lasciato piccoli strascichi dialettici
sull’abbandono di Vittorio The Tractor. Una polemica che forse era
preferibile evitare perché ritengo che quando qualche atleta abbandona
il gruppo perché non si trova più a suo agio, sarebbe il caso che si
cercasse di comprendere quali siano le motivazioni. In una separazione,
come molti sanno, le colpe non sono mai da una sola parte ma ci sono
sempre responsabilità dall’una e dall’altra parte. Ed è su questi
aspetti che bisognerebbe lavorare per evitare che, ciclicamente e in
special modo quando una squadra non raccoglie i frutti sportivi sperati,
tali abbandoni si trasformino in veri e propri esodi biblici. Da alcune
dichiarazioni, apparse a più riprese sui quotidiani sportivi, vedi
l’articolo di Settembre sul Guerin Sportivo, sembrava che la Società
Sportiva Amatori fosse stata accreditata dalla Dirigenza, ai nastri di
partenza del Campionato 2007 / 2008, con una formazione più forte di
quella dello scorso Campionato. Senza nulla togliere ai nuovi arrivati,
si ritiene che queste affermazioni prestino il fianco alla critica
sportiva e possano trarre in inganno le aspettative dei numerosi
sostenitori dell’Amatori Cagliari (circa 7, a volte anche 8 unità, senza
contare i parenti diretti e indiretti…). Nello spogliatoio, felici e festanti, sono presentati i tanto desiderati e agognati completi calcistici nuovi. I mitici colori rosso-blu ricoprono completamente la maglia che adesso, più di prima, assomiglia alla casacca del glorioso Cagliari. Durante la vestizione ci si lascia andare agli atteggiamenti più stravaganti. Flash passeggia avanti e indietro, all’interno dello stretto spogliatoio, neanche indossasse un completo di Valentino, e si lascia andare a una frase che ci lascia a bocca aperta: “…ragazzi, sono talmente belle che stasera, quasi quasi, dopo la partita me la lascio addosso e vado a tentare di cuccare per le vie del Centro Storico…”. The Voice, che si vede che di magliette ne deve aver indossato a centinaia, le palpa con mani esperte e dice “…Si,... carine. Niente male. Speriamo che ci portino bene. Con queste sono sicuro che diventerò il Capocannoniere di questo Torneo…”. A quest’affermazione più di qualcuno si piega in due, facendo finta che sia caduto in terra ma, in realtà, si trattengono a stento dallo scoppiare in una fragorosa risata. Lo sponsor, una agenzia turistica con sede a Villasimius, ma con Uffici Commerciali & Denari presso le isole Kaiman, è stato convinto da SU MISTER affinchè investisse una ingente somma di danaro su questo manipolo di eroi (????). Alla conta dei presenti, anche questa volta, emerge che Mister Leo non ha a disposizione una rosa di 15-16 elementi ma al massimo ha una margherita di 11-12 petali un po’ appassita. Appare quindi evidente che bisognerà fare in modo che gli elementi che devono completare questa benedetta rosa siano persone non solo tecnicamente adeguate in modo sufficiente ma che siano persone che garantiscano una presenza, durante tutto l’arco del Campionato, ad almeno 2/3 di tutti gli incontri. Altrimenti non avremo un giocatore della rosa dell’Amatori Cagliari ma ad un personaggio dalla vita privata molto tormentosa e tormentata che potrebbe causare disguidi e malumori calcistici nelle occasionali risposte alle convocazioni. E’ altresì evidente che trattazione a parte meritano gli infortunati. Da quando sono state tagliate, dalle spese della Società, il costo del mantenimento dell' Amatori Lab, sono iniziati a sorgere non pochi problemi. Dove prima esperti ortopedici e neurologi, grandi luminari della scienza, prestavano la loro opera per ripristinare velocemente gli infortunati adesso è stato lasciato spazio al Dottor “CUGURRA”. Con precisione chirurgica, colpisce ora questo (Manuele) ora quello (Stefano). Non contento della sua opera riesce a colpire a più riprese anche lo stesso giocatore, creando scoramento e fatalismo. E siamo solo all'inizio del Torneo. Si mormora che l’Ospedale Brotzu di Cagliari, abbia mandato degli osservatori per capire se tutti i ricoveri che stanno subendo alcuni giocatori dell’Amatori, siano il frutto d’incidenti reali o lo scatenarsi di elementi satanici, superiori e dominanti rispetto allo sterile volere umano. Ed ecco qui il primo punto dolente. Chi viene chiamato dalla panca (quando in panca c’è qualcuno….) a sopperire alle “assenze” o per fare “la giusta rotazione” dovrà essere una alternativa tecnica valida come atleta e come uomo. Passiamo ora al secondo punto. Come già accaduto in passato, sembra essere una prerogativa delle Squadre Amatoriali cominciare a mandarsi a cagare quando le cose non vanno bene o, se preferite, comincia a serpeggiare un certo malcontento, non appena s’inanella qualche risultato negativo. Lungi da me fare la morale o dare indicazioni comportamentali ma mi sembra di ricordare che, oltre alla strada del mandarsi a cagare c’è anche la strada del “serriamo le fila” cerchiamo di compattarci per dare il meglio di noi stessi e poi se l’avversario ci batte ugualmente, bisogna applaudire chi si è dimostrato superiore e rimboccarsi le maniche per non ripetere gli stessi errori e migliorarsi. Un modo per cominciare ad essere un poco più coesi sarebbe quello di incitarsi e correre di più TUTTI per arrivare prima sul pallone. Il vecchio e mai abbastanza apprezzato Nils Liedholm diceva “…chi arriva prima sul pallone ha il gioco in mano, non può subire goal perchè è lui che lo controlla e decide lui cosa fare della sfera di cuoio…”. Peccato che il caro Nils non aveva preso in considerazione che più di qualche atleta, piuttosto che continuare ad avere il possesso della palla e passare ad un compagno, decide di avventurarsi in acrobazie, passaggi futuristici, piroette 1-2-3 stella, con il risultato che la sfera torna docilmente ai piedi della squadra avversaria. Sarebbe anche il caso che il buon Magic Mister cominciasse a comprendere che non sono sostituibili solo coloro che “non sono in giornata” o trovano particolari difficoltà in certi momenti della partita, ma anche coloro che, nei comportamenti, si lasciano un po’ andare. Se non ricordo male, in una delle ormai lontane, lontanissime, oserei dire quasi remote cene presso il Mega Villone del Magic Mister, lo stesso Leo usava dire: “Punirne uno per educarne cento..”. Della partita poco da dire. Il loro primo goal realizzato da un tentato fuorigioco uscito male, nel senso che mentre i miei compagni salivano verso la linea di centrocampo il sottoscritto, come un coglione, andava giù, tenendo in gioco la loro punta avversaria che, raccolto il passaggio, si è involato in solitudine verso il nostro portiere (nell’occasione il Magic Mister). Il secondo goal su un corner, palla che spiove in area, stoppa tu che passo anch’io, dalla a me no dalla a te, aspetta che ora aggiusto tutto o forse spazzo, aspetta un attimo che c’è uno dietro. Morale della favola passiamo la palla alla loro punta che, prontamente, tira in porta e realizza il secondo goal. Da quel momento 2, 3 occasioni sbagliate malamente dalle nostre punte e gli avversari che si limitano a contenerci non rendendosi più pericolosi. Morale: noi a casa a leccarci le ferite, loro che tornano nei piani alti della classifica. Finita la partita, negli spogliatoi Magic Mister si cambia in 37 secondi netti. Ha poco tempo per precipitarsi in aeroporto e partire per vedere la partita Roma - Cagliari. Tanto sudore e tanto ardore avrebbero meritato miglior fortuna. All’indomani la partita verrà sospesa per i tragici fatti che hanno coinvolto un tifoso della Lazio. E’ proprio vero, direbbe Calimero, ho fatto, ho fatto ma non ho visto niente !!! In compenso qualcosa deve aver visto il Presidente Cellino che, dando prova che ormai il giocattolo è suo e lo rompe come vuole, sostituisce l’allenatore Giampaolo con una new entry di primo pelo: Nedo Sonetti. Mi chiedo: ma se qui cambiano gli allenatori senza neanche giocarle le partite, cosa faranno a chi ha già due sconfitte su sei gare ?? Ai posteri l’ardua sentenza. ErFi |
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AMATORI CAGLIARI VS VIGILI DELFUOCO CAMPO VIALE MARCONI 2-1 |
Oggi molta carne al fuoco o, come direbbe il Magic Mister, molta pancia da riempire. Dal “Corriere dello Sport” :”…. buona prova dei ragazzi di Mister Leo, contro un avversario non sempre all’altezza….”, da “TuttoSport”: “… l’Amatori Cagliari riprende la sua corsa. Sarà vera gloria ?....”, dalla “Gaggetta dello Sport”: “L’Amatori Cagliari risorge ma la rosa perde altri petali…”. Il direttore della “Gaggetta”, Walter Calloni, riporta nel suo editoriale: “La Juve gioca per sé e per la Roma, raggiungendo l’Inter sul finire di una gara bella solo nella seconda parte, quando le due squadre lasciano da parte il tatticismo e, stanche e lunghe, buttano le ultime energie. Come tante volte in passato, le partitissime, per le quali si ferma l’Italia, si tramutano in una profonda delusione. Juve e Inter giocano allo specchio: quattro difensori, quattro centrocampisti, due punte. La Juve prova a fare il fuorigioco, questa la sorpresa, che le si ritorce contro. Cruz si fa furbo e va via al momento giusto, segnando. E’ la sola cosa che succede nel primo tempo. Dominato dalla forza, dall’agonismo, dal pressing, non dal gioco. Che differenza con un’altra partita, giocata sabato a Londra: Arsenal e Manchester hanno chiuso sul 2 a 2, dopo aver offerto un autentico spettacolo. Nella ripresa, quando Ranieri schiera due Campioni del Mondo (Camoranesi e Iaquinta), riesce ad agguantare il pareggio. L’arbitro Rocchi commette un solo errore; permette tutto a Chiellini. Nel torneo Amatori Over 40 Serie A1 Girone A, l’Amatori Cagliari torna alla vittoria per 2 a 1 ma deve sudare non poco per venire a capo dei Vigili del Fuoco. Nel frattempo la dirigenza sembra trovare difficoltà a tamponare l’emorragia di giocatori che, tra polemiche e infortuni, stanno lasciando la Società Amatori ai minimi storici. I tifosi si chiedono come mai così tanti elementi abbiano lasciato la squadra. Per i troppi conflitti nello spogliatoio ? , per trovare più gloria in altre squadre ?, per trovare più considerazione altrove? Qualunque sia la risposta, Mister Leo dovrà sudare le sette camicie per non far rimpiangere gli atleti che hanno lasciato…”. Cari ragazzacci, eccoci tornati a narrare le gesta dei nostri pseudo-eroi calcistici. Appuntamento alle 14.00 presso lo Stadio dei Vigili del Fuoco (Voto 7). Negli spogliatoi, mentre ci si stà cambiando, fa il suo ingresso, avvolto in un impeccabile cappotto di cammello besh, il nostro Dirigente Moggi. Sigaro in bocca, sguardo conciliante, dichiara “Mister, mi dica lei quanto abbiamo a disposizione per concludere la trattativa per le 2 punti, i 4 centrocampisti e i 4 difensori che abbiamo sotto osservazione…”. Alla faccia di nostra Signora la Varecchina in polvere!! Questi vogliono prendere in blocco un’altra squadra e non ci dicono nulla!!!. Più di qualcuno comincia a pensare che dovrà prendere in considerazione di accasarsi da qualche altra parte se vorrà giocare un poco di più. Il Mister, con mossa a sorpresa, schiera un clamoroso e inaspettato 2 – 4 – 4 – 2. Come al solito, Flash non riesce a trattenersi e candidamente chiede “Scusi, Mister, ma come si fa a giocare in 12 ??”. Leo, mentre indossa i pantaloncini da portiere, taglia XXXXL12X, lo brucia con lo sguardo e gli risponde: “Ma come fai a non capire che il primo “2” si riferisce al portiere. E, come tu ben sai, io valgo per due, quindi non fare più domande idiote e passiamo oltre… Oggi mi aspetto una prova di carattere, dopo lo scempio che avete fatto vedere nell’ultimo incontro, se vi azzardate a fare un’altra prova indecente, vi porto a fare gli allenamenti a Monte Urpinu camminando sulle ginocchia sopra i ceci… se invece date prova che avete appreso qualcosa, da tutto quello che io vi spiego quando siamo seduti a tavola, per premio vi porto tutti a mangiare da Mussia”. Davanti a tali argomentazioni non si poteva proprio più sbagliare. 1° Tempo con la nostra sterile predominanza. Le ripartenze venivano sempre rese inutili da passaggi sbagliati o lanciandosi in avventurosi dribling che naufragavano rapidamente. Passiamo in vantaggio grazie al solito Anguillone che, nel lieto evento, si infortuna di nuovo ed esce dal campo sostituito da Giampaolo Cossu. Da uno spiovente degli avversari, The Wall spizza la palla di testa che si trasforma in un clamoroso e inaspettato passaggio per la punta avversaria che, da tre metri, realizza praticamente a porta vuota. 1 a 1 e si torna negli spogliatoi. Sembrerebbe, ma non è certo, che Pillincone, durante l’intervallo, abbia fatto dei riti Voodoo con degli orologi nuovi di zecca che aveva “trovato” casualmente nelle sue tasche. Chi ha visto la scena ha detto che Pilly ha preso i 3 orologi al quarzo, li abbia deposti diligentemente all’interno di una sacchetta nera. Chiusa la sacchetta ha preso la chiave da 15 ed ha percosso per 15 volte la sacchetta, con una certa violenza. Dopodiché ha rovesciato il suo contenuto all’interno della borsa dei medicinali, ed ha esclamato “…cazzo, non è uscito neanche questa volta. Ma come piffero faceva Silvan a far saltar fuori un diamante??...”. Si torna in campo, decisi a fare risultato e, senza particolari patemi d’animo, grazie a The Voice, si realizza il goal del 2 a 1 che sarà anche il risultato finale. Nei minuti di recupero grave infortunio ad un nostro avversario, nel ricadere a terra dopo uno scontro aereo con Ringhio. Il ginocchio sinistro pare abbia ceduto. Auguri e in bocca al lupo. Alla nostra età ci vogliono tutti. Della partita da ricordare alcuni episodi degni di nota. Il mitico Flipper, al solito caduto in trance agonistica, si lascia andare, durante il match, a esclamazioni del tipo “ragazzi, accorciamo la squadra…”. “giochiamo di anticipo, giochiamo di anticipo…”, oppure “rapidi scambi, e ripartenze”, “liberiamoci prima del pallone, diamo la palla al compagno…”. Naturalmente, un mio compagno di squadra, di cui non farò il nome neanche sotto tortura, a un certo punto ha esclamato: “Ma questo ha idea di quello che sta dicendo, oppure ci sta prendendo per il culo ?”. In effetti, concetti quali le ripartenze, l’appoggio al compagno, liberarsi del pallone di prima, sono tutti bei concetti ai più sconosciuti e che raramente si sono visti applicare dallo stesso Flipper. Ma ormai è risaputo che, arrivati a una certa età, la testa ci dice di fare una cosa, il problema è che poi il corpo ne fa un’altra… Anche da ricordare i continui e incessanti incitamenti urlati dal Joker “Ragazzi convinti. Convinti che li stracciamo…”, “….entriamo decisi sul pallone, non rilassiamoci…”, oppure “…adesso a spazzare via, con grinta e cattiveria, forza che li rompiamo…”. Tutto bello ed esaltante. Al punto che ho pensato che per la prossima partita mi porto direttamente una bomba a mano da lanciare contro chi oserà togliermi il pallone dai piedi. Negli spogliatoi, a sorpresa, il nostro Cossu, in un elegante accappatoio a coprire i suoi gioielli, estrae pacchi di dolci e bevande per festeggiare il suo compleanno. Non è dato sapere sull’età. I compleanni festeggiati variavano dagli improbabili e generosi 42 ai più futuristici 67. Auguri Giampaolo e ricordati che la più bella partita che hai fatto ancora è da fare, che i più belli dei nostri giorni ancora non li abbiamo vissuti. Piccola chiusura su quanto appreso leggendo il Forum su Vittorio The tractor che ha deciso di lasciare la squadra. Come prima cosa gli porgo un saluto affettuoso perché è stato mio compagno di giochi con gli Amatori per circa due campionati. Non ho intrattenuto con lui rapporti particolarmente calorosi ma ritengo e, spero, il rapporto sia stato sempre di reciproca stima e rispetto. In nome di questo rispetto eviterò di lasciarmi andare a facili conclusioni che potrebbero risultare false e forvianti. Il problema non è se, come e quando lasciare una squadra di calcio amatoriale di punto in bianco, perché non conosco i motivi che hanno portato a tale decisione. Non siamo professionisti ma semplici persone che, per farsi 4 risate (o 4 pianti, dipende dai punti di vista…) decidono come, dove e con chi sia meglio passare i sabati pomeriggio. Nessuno può lasciarsi andare a facili conclusioni o falsi moralismi. L’unica regole che esiste, tra uomini, è quella del rispetto e dell’educazione. Chi prende un impegno dovrebbe tentare di portarlo a termine sino in fondo. Se sopraggiungono motivi che impediscono di mantenere gli impegni presi, è sufficiente avere la lucidità di motivare, a chi di dovere, le cause per cui si decide di interrompere un rapporto di collaborazione. E ciò è quello che penso e credo che sia accaduto. Se, viceversa, Vittorio ha realmente abbandonato “solamente” con un laconico SMS, senza addurre motivi particolari, avrà avuto i suoi motivi. In questo caso avrà tradito solo chi ha avuto fiducia in lui quando lo ha tesserato: la Società Amatori Cagliari. Faber est suae quisque fortunae (Ciascuno è arteficie della propria fortuna)
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VS AMATORI CAGLIARI CAMPO VIA CASTIGLIONE 2-0
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Il Corriere dello Sport sentenzia “Occorrono rinforzi”. Il Direttore,m Alessandro Vocalelli, nel suo editoriale analizza : “….Parlare di campionato Over 40 con una rosa di 12 / 13 elementi è pura utopia. Non si possono considerare facenti parte della rosa elementi della Dirigenza o addirittura ricorrere a schierare il Mister. Questi sono eventi straordinari e, come tali, devono avere motivazioni riconducibili ad epidemie o malattie su larga scala. Ma non è possibile attuare uno schema di gioco o riuscire a schierare una degna rappresentativa quando i giocatori sono contati…”. Dalla Gazzetta dello Sport: “I nodi vengono al pettine. Dopo un’illusorio inizio sembrano apparire le prime crepe…”. Dall’Unione Sarda: “Sogni infranti. Pessima prestazione dei ragazzi di Mister Ortu. Ci si attendeva qualcosa di più ma una squadra, forse, sopravvalutata, ha naufragato malamente al primo stormir di fronde…”. Sabato 20 ottobre, appuntamento alle 14.15 allo Stadio di Via Castiglione. Vediamo subito che il clima non è dei migliori. Dentro gli spogliatoi ci contiamo e tra malattie e defezioni, nonché pacchisti e contropacchisti, si accorgiamo di essere giusto gli elementi necessari per arrivare ad 11. A “potenziare” la lista degli utilizzabili, viene inserito Pillincone e lo stesso Magic Mister. Avversari gli ostici Sint Computers, affrontati nel Campionato 2005 / 2006 e affossati, rispettivamente, con un 3 a 1 ed un 4 a 1 a nostro favore ! Visti che siamo 4 gatti ci auguriamo di riuscire a mantenere la nostra imbattibilità ma, alla fine, risulterà essere semplice utopia. Per riuscire ad avere il 12° uomo in panchina, Magic Mister cala, a sorpresa, l’Asso di Spade e fa cambiare il nostro Pillincone. Durante la svestizione capirò ben presto il motivo di questo suo tragico “nick name”…. A raccogliere tutti i nostri averi (Bancomat, forzieri, cabine telefoniche, portachiavi elettronici,….) viene chiamato il nostro Anguilla, costretto, per infortunio, a lasciare il posto di finalizzatore al metodico Su Mister (metodico nel senso che, prima di scattare, pensa con metodo). Poco prima della chiamata all’appello da parte dell’Arbitro (di cui continuo a sostenere che è meglio non parlarne della pessima prova fornita…), il Magic Mister ci chiama a raccolta e ci porta a conoscenza del tragico lutto che ha colpito, durante la notte, il nostro Portierone. Ci sono rimasto male. Così male e di merda che non ho avuto il coraggio, per vigliaccheria o per pudore, di avvicinarmi per dire parole che non sapevano cosa dire e non potevano colmare lo sconforto in cui era immerso. Ha sicuramente avuto grande coraggio a presenziare ugualmente a quella che poi si rivelerà “Un pomeriggio di un giorno da cani”. Della partita poco da dire. Mi auguro che chi ha occhi per vedere e capacità per gestire certe situazioni intervenga nel modo ritenuto più idoneo. Comunque, anche per tentare di far rianimare il nostro Forum brachicardico fornisco alcune informazioni alla new entry degli anonimi “Al Crudel” (a proposito, nick name originale…) del 20 ottobre, che dice di essere nostro sostenitore (?) e tifoso (??). Tornando alla sera dell’Adunanza, ero perfettamente presente al Beer-call ma il buon Leo, nel contratto che mi lega alla Società Amatori, mi ha “invitato” a parlare poco del sottoscritto e molto della sua regale persona, dando sfoggio epico di tutte le sue battaglie calcistichen e culinarie. Devo dedicarmi solo con brevi pensieri all’accozzaglia di folli che lo stanno seguendo in questo progetto sportivo. Avrei voluto raccontare delle 22 portate che avrei voluto ordinare ma che non ho potuto dichiarare, avrei voluto raccontare delle 10 zeroquantascura che avrei voluto chiedere ma che non ho potuto bere… ma questa è un'altra storia. Quando uscirò da questa prigionia di pensiero, in cui mi ha gettato Leo, racconterò tutti i particolari e i miei pensieri più nascosti su quello che vedo. Naturalmente i miei pochi e pazienti lettori dovranno chiedere almeno una settimana di ferie o andare in aspettativa, per avere il tempo necessario a sorbirsi tutta la storia. Per quanto riguarda il riferimento medico, di Al Crudel, sulla partita di sabato mi trova abbastanza d’accordo. Per la sua gioia, è giusto che sappia che anche io ho contribuito a partecipare alla ignobile prestazione pedatoria. Da nascondersi e vergognarsi. Ma alcuni quesiti mi nascono spontanei. Al Crudel, ha visto la partita ? E se l’ha vista, perché, invece di limitarsi a farci la TAC non fornisce anche qualche suggerimento per migliorare ? Potrebbe essere argomento per dibattere nel Forum. Oltre alla giusta spernacchiata quale cura darebbe ? Per il reparto in rianimazione a centrocampo ritiene che sia il caso che vengano fatte adeguate scorte di fiato per tentare di opporsi agli avversari ? Per la cardiologia in difesa pensa che si possa affrontare, sempre e comunque, i continui attacchi che, ad ondate, insidiano la zona difensiva senza mai commettere errori ? Per la malattia del sonno dell’attacco come è più conveniente guarire, tirando con il pensiero oppure spostando il pallone con l’immaginazione visto che palloni giocabili, sabato, ne sono arrivati pochini ? Oppure è preferibile tirare anche dai 30 / 40 metri nella speranza di prendere lo specchio della porta e trovare in porta Stevie Wonder ? Chi è il nostro Gattuso o il De Rossi o il Vierà della squadra ? Ma rispondiamo anche ad altri quesiti. Perché una volta si stava seduti in panca in 4, 5 o 6 e volavano le coltellate per giocare ed adesso, quando arriviamo ad 11, siamo costretti a schierare il buon Pilly e il mitico Leo ? Perché le persone prendono l’impegno di venire e poi diventano fantasmini ? Perché si continua a parlare in campo invece di usare quel poco di fiato che si ha per rincorrere gli avversari o smarcarsi, invece di rimanere immobili a commentare quello che accade intorno ? Si ritiene più utile fare un semplice passaggio rasoterra al compagno vicino oppure bisogna necessariamente fare il lancio illuminante o lo spiovente che spiove ? Si è capaci di passare il pallone di prima (….o di seconda ….o, al limite, anche di terza) oppure dobbiamo necessariamente fermarlo con 2, 3 tocchi e poi dover tentare di saltare l’avversario che nel frattempo ci è piombato addosso ? Il sottoscritto, a volte, fà delle cazzate così principesche che, dopo, sempre dopo e mai prima, mi chiedo come sia stato possibile commettere una tale ingenuità. A volte sento il bisogno di abbandonare il terreno di gioco per andare ad abbracciare il Mister che ha avuto il buon gusto di non entrare in campo a prendermi a calci sui maroni. Ma almeno non mi lascio andare a commenti su cosa devono fare gli altri. C’è il Magic Mister. E’ lui e solo lui che deve dare disposizioni e spiegazioni. Anche perché è lui solo che rischia di non mangiare il panettone a Natale (al limite ci si organizza con 14 pandori, 5 Kg di frutta secche, 11 cotechini, 8 maialetti, crudità varie etc. etc.). Chi non lo segue, dovrebbe andare ad ossigenare il cervello in panchina. Purtroppo, per ora, sembra che non si abbia questa possibilità. Per cui tutti si sentono autorizzati a poter osare… Il troppo Amore a volte fa straparlare… ErFi |
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CANTINA TEDESCA AEROPORTO DECIMOMANNU |
L’ADUNANZA = Appuntamento mercoledì 17 ottobre, ore 20.00. Finalmente, dopo vari tentativi abrogati, rinviati, stoppati, cancellati, si realizza l’Adunanza del Beer-call nella cantina tedesca. Puntuali, come la scadenza delle cambiali, per primi arrivano i fratelli Marx (Mario e Lodo Saba). Nell’attesa si lasciano andare a comportamenti inusuali. Lodovico accende lo stereo della macchina a tutto volume, apre le portiere e fa finta di mettere in ordine il cruscotto ma si capisce lontano un miglio che stà cercando di usare l’antico richiamo degli O.G. (Original Gaggi): “Arrivo io con lo stereo a palla. Senti che sciccheria. Silenzio, ammutolisci e ascolta”. Il brano prescelto per far ammutolire tutto il circondario non è dei migliori. Rosanna Fratello : “Sono una donna non sono una santa”…Nel frattempo, per non essere da meno, il pirandelliano fratello tenta, pateticamente, di osservare un modello di F 104 che è esposto vicino al cancello d’ ingresso. Cerca di assumere uno sguardo analitico e scientifico, lasciandosi andare a cenni di assenso e guardando con scrupolo la parte posteriore, dove dovrebbe esserci il motore. Nella realtà il motore è stato fuso con la scocca. E’ un unico blocco e c’è poco da capire e da vedere. Dopo poco… poco dopo arriva Su Mister. Capello tattico, camicia sbottonata, sembra uscito da un film di Fellini. Si aspetta di essere inneggiato per il goal realizzato nell’ultima partita di Campionato ma, nella realtà, nessuno fa accenni alla magica prodezza. Con inaspettato ritardo arriva Mister Leo. Ormai cominciano a circolare le leggende più stravaganti su questi suoi ripetuti e inaspettati ritardi agli appuntamenti, da lui stesso fissati. Ultimamente circola la voce che non riesca più a gestire, contemporaneamente, l’attività di lavoratore, vedere le partite del Milan (trasferte comprese), curare le sue piante, bere il suo hobby preferito (l’alcool), seguire l’amante, fare il fidanzato, essere padre, essere un buon ex marito e, in ultimo, fare l’allenatore dell’Amatori Cagliari. Per ultimi arrivano Manuele Sanna (con maglietta bianca e disegno, in rilievo, di uno scorpione o una tarantola o qualche mostro del genere: una sciccheria) e Mario Mulas. A proposito di Mario è stato così decretato : il suo nuovo nick name sarà “The Jocker”. Naturalmente questo simpatico soprannome ha origine dal fatto che ha sempre il sorriso stampato sul viso ma non capisci se lo fa perché è un tipo sempre allegro o perché è un tipo che ti stà sempre prendendo per il culo…. E’ il momento dell’autorizzazione all’ingresso. I ragazzi mi distribuiscono i documenti per l’accesso in base. Saltano fuori i reperti fotografici più disparati. Tento di corrompere il graduato all’ingresso, ma mi rendo conto che l’impresa sarà ardua. Magic Mister mi presenta una patente che lo ritrae 120 Kg fa. Irriconoscibile. Sembra che risalga a quando ha fatto un provino per lo Zecchino D’Oro. Su Mister mi tira fuori la foto di quando ha fatto la prima comunione. Tutto in ghingheri e ben vestito avrà, si e no, 9 anni. Lodo ha una foto tessera che lo ritrae attorcigliato a 3 ragazze. Il milite mi dice “E questa cos’è, un primo piano o un’ ammucchiata….?”. Sorrido imbarazzato e la butto sul ridere ma il fratello Mario, quando cala il suo documento, sgrano gli occhi perché non credo a quello che vedo. Estrae una foto tessera del Partito fascista del 1942. Lo ritrae vestito di nero in una riunione con altri Macellai della zona del porto di Calasetta. Cerca di convincerli a versare generosi oboli a favore del Dux. A questo punto pongo fine a questa scena poco dignitosa proponendo una clamorosa corruzione “Faccia il Pass per tutti e all’uscita le porteremo una cassa di birra da 24 pezzi…” Davanti a cotanta generosità viene immediatamente aperto il cancello d’ingresso. Sono le 20.30 Ci accomodiamo nella cantina tedesca con una certa signorilità. Ma tanto anche questa volta sarà la solita storia. Si entra da Signori e si esce da coglioni. Una gentile ragazza indigena ci porta il menu e già qualcuno, della nostra tavolata, cambia espressione. Si comincia ad alzare il tono della voce e i sorrisi cominciano a nascere spontaneamente. Le portate che si susseguiranno al nostro tavolo lasciano ampiamente intuire che più di qualcuno era a digiuno prolungato da almeno 2 o 3 giorni. La fame accumulata era tale che si saltellava da una portata di Filetto al pepe nero alla bistecca affumicata + crauti + patate + insalata + pecorino + gulasch, etc. etc. Per amor di Patria vi salto i dettagli comportamentali e gastronomici e vi fotografo la situazione delle 22.45. Su Mister, tra una foglia di insalata circondata dal pepe e un pomodoro immerso nel Gulasch, tenta di raccontare barzellette che capisce solo lui. I ragazzi lo guardano spauriti non sapendo se piangere o lasciarlo da solo al tavolo. Magic Mister continua ad elencare la lista dei nuovi 14 elementi che vuole tesserare per il potenziamento della squadra. Descrive, inoltre, mirabolanti completi di calcio che vuole acquistare per la Società Sportiva. Il più sobrio, è composto da 9 colori diversi, neanche ci dovessimo andare alla sfilate allegoriche di Viareggio mascherati da Arlecchino. Lodo è indaffarato, da circa 76 minuti tenta di pulire la sua bistecca da alcuni microscopici nervetti. Li ha trovati e, come per il prezzemolo, non li tollera. Beato lui, si vede che è un ragazzo che non ha patito la fame. Manuele racconta che il suo ex datore di lavoro gli deve dare degli arretrati. Proprio il giorno stesso gli ha lanciato un ultimatum. Se entro domenica non riceve i soldi che gli deve, gli lancia la macchina dal Bastione. Tutto preoccupato gli chiedo: “Ma quanto ti deve dare ??”. Con inaspettata sicurezza e tranquillità mi dic |