L'ANGOLO
FILOSOFICO STORY
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Ovvero tutto cio che la mente vulcanica di Bruno ha partorito nelle stagioni 2005-2006 e 2006-2007
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Er Filosofo & Platone
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| La storia della cena di fine anno |
I SENATORI DELLA TAVOLA ROTONDA |
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La storia di Mediterranea - Amatori Cagliari/La
Vernice 0-5
Stadio Su Planu del 04/11/2006 ore 15.00 |
Mi trovo a dover commentare l'ottima prova calcistica che abbiamo
fornito nella 7° giornata di Campionato ed ho un subbuglio di sensazioni
che cercano di sopravanzare sul mio scritto. Visto il particolare
momento, dove ancora si sentono nell'aria le frasi e le parole in
ricordo del Presidentissimo (Voto 10, con lode) cercherò di andare con
ordine e di esternare decentemente questi miei pensieri sul sabato
calcistico. Arriviamo alla spicciolata allo Stadio Su Planu Selargius (Voto 7). Qualcuno ha trovato difficoltà a rintracciare il campo ma, pazientemente, inserendo le coordinate nel proprio navigatore satellitare, modello XXYZ, e dopo circa 214 Km, è arrivato felicemente al ritrovo calcistico. Qualcuno è stato visto arrancare dalle parti di Oristano. di Puccinho dicono sia stato fatto uno Special per la prossima trasmissione di "Chi l'ha visto?" Siamo ancora freschi del luttuoso evento che ci ha trovati emotivamente, a vario titolo, coinvolti. La voglia di cazzeggio è poca, tanta la voglia di onorare l'impegno. Negli spogliatoi (Voto 8: esageratamente spaziosi!), mentre ci si cambia, Peppi Su Boi (Voto 9) mi sorprende clamorosamente e, invece di tirare fuori travestimenti "particolari" e gingilli di dubbia origine, estrae, da un borsone, magliette bianche recanti la foto del Presidentissimo, con la scritta "Grazie Zio Pino". Le indosseremo per la foto ufficiale, prima dell'inizio del match. Questo gesto è stato molto bello perché dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, che esistono ragazzi in cui ancora vivono le emozioni e i sentimenti. Bravi !! Da rimarcare la presenza di Marione che mi ha rivelato, in un momento estremamente confidenziale, di prepararsi per la traversata della Manica a nuoto. Sorprendentemente il Dirigente Pillincone mi propone un losco scambio: ".senti, invece di sputtanarmi ogni volta sostenendo che io sia un ladro, perché non ci dividiamo il bottino come due buoni amici??". Davanti a tanto candore rimango senza parole e gli propongo il truce patto: ".ok, ok. Tu ripulisci di tutto il contante. A me dai orologi, patacche e telefonini vari. Le chiavi, per fare uno sfregio, le buttiamo tutte nel cesso.e tiriamo la catena.". Pillincone rimane spiazzato: ".ma allora accetti! Va bene, non appena escono tutti dagli spogliatoi ti faccio vedere che ripulisti che combino. Smonto anche i servizi igienici." Tra infortuni e impegni vari siamo disponibili in 13. Il Mister, a differenza delle altre volte, non inizia leggendo la formazione, ma declama subito chi si siederà al suo fianco: ".ErFi e Last Minut.". Con un sole che acceca, tentiamo disperatamente di assumere una posa degna dell'evento, ma con la faccia al sole, faccio estrema fatica a rimanere con gli occhi aperti durante le operazioni dello scatto fotografico. Decidiamo di metterci in posa ellissoidale, allineati con asse semi-circonferenziale (clamorosa trovata per riuscire ad entrare tutti nell'obiettivo. Non ho individuato l'ideatore di questa mitica posa Pitagorica.). Una serie di scatti e poi via, verso una nuova avventura. Il doveroso minuto di silenzio, fischiato dall'arbitro ad inizio incontro, ha segnato l'apice del momento sportivo in ricordo del Presidentissimo. Del match poco da dire. Dominati in lungo e in largo gli avversari della Mediterranea che hanno così confermato il loro ultimo posto in classifica.Per noi una sonante vittoria per 5 a 0 che ci permette di salire a 11 punti in classifica (3 vittorie, 2 pareggi, 1 sconfitta, +4 rispetto al Campionato 2005-2006, dopo 6 partite giocate). Alla fine, stremati ma contenti, decidiamo di bagnare le polveri in un bar della zona. Si fa subito notare Viola Valentino. Risulta essere gravemente afflitto da una famiglia di vermi solitari: con una voracità, degna di Poldo, azzanna 3 panini riccamente farciti, 4 tramezzini e due ciotole di noccioline, il tutto innaffiato con 3 litri d'Ichnusa. La proprietaria del Bar, quando ha presentato il conto, era tutta sorridente. Ed ora passiamo alle dolenti note. In quest'ultima settimana di passione ho avuto l'ennesima conferma. Scrivere su queste pagine web mi sta procurando piccoli problemi. Uno di questi, risulta essere che ho grandi difficoltà a descrivere, in maniera coordinata e corretta, i miei pensieri. A volte, dopo aver scritto, leggo e rileggo il tutto più volte, ma il risultato che ottengo è che qualcuno si offende o, addirittura, qualcuno potrebbe pensare che io voglio essere titolare inamovibile nella squadra. Andiamo con ordine. Se io scrivo (e ho più volte confermato !!) che Pillincone, all'interno degli spogliatoi, "ruba" dai nostri portafogli sta significando che non è un ladro, ma prendo spunto da una sua affermazione che ho ascoltato o da un suo comportamento che ho osservato, che ha attirato la mia attenzione per crearne una "macchietta" e svilupparci sopra una piccola storia per far sorridere (forse) qualcuno. Questo è il mio intento ma se non ci sono riuscito, delle due l'una: o non sono capace a scrivere (perciò qualcuno può veramente pensare che Pillincone sia un ladro!!!) oppure qualcuno non vuole capire.... Passiamo ora al secondo caso. Ho tentato, inutilmente, di avere sin dall'inizio un proficuo scambio dialettico con l'allenatore con argomento "il Calcio" ma, è evidente, adesso come adesso, lui mi vede di "utilità marginale" all'interno del Top Team. La mia risposta è stata ".vorrà dire che, durante gli allenamenti, o quando verrò schierato in campo, cercherò di impegnarmi per metterti in difficoltà, al momento di fare le scelte per gli undici titolari.". Traduco per i più somarelli: accetto la sfida di essere messo in discussione e tenterò di impegnarmi, per quello che sono capace a 47 anni, per far ricredere chi ha poca fiducia in me.". Che poi io faccia teatrino, sostenendo che Marcello gioca perché porta casse di pesce o perché riempie le dispense dell'allenatore, è un'altra cosa. E' offensivo per l'intelligenza di chi ci crede che io possa pensare che Marcello parte titolare perché rifornisce di cibo i suoi "mammasantissima" (.fermo restando che, se io fossi l'allenatore, uno che mi porta casse di pesce fresco, gioca fisso, a meno che non gli venga una trombosi .!!!). Anche qui, io denoto o una mia incapacità comunicativa oppure c'è malafede. Il problema reale è un altro. Se io rimango fuori e osservo atleti che lasciano a desiderare nella loro prestazione ed io continuo a partire sempre dalla panchina, non meritando di essere preso in considerazione, stà a significare che il Mister mi valuta in modo inferiore alla mia autostima. In questo caso il problema è e rimane solo mio: o accetto o cambio aria. Non è nel mio costume lamentarmi e piagnucolare per ritagliarmi un posto da titolare. Al massimo rimango in silenzio (visto che potrebbero anche girarmi un po' i coglioni. Oppure devo farmi vedere giulivo e gaudente di partire dalla panca ??). Avrei voluto vedere altri subire il trattamento che ho avuto io (.ad esempio cambiare 5 ruoli su 6 in questo campionato, per non parlare dello scorso campionato, dopo essere stato "salutato" come ottimo libero.e messo in croce da qualcuno per come facevo i rinvii.per poi saltellare di ruolo in ruolo, a seconda della bisogna.), sono sicuro che più di qualche pseudo uomo-spogliatoio avrebbe già cambiato aria. Ormai sono stanco di messaggi trasversali che ogni tanto leggo sulle pagine di questo web e di cui non capisco il contenuto e non capisco il destinatario. Se qualcuno ha qualcosa da dire sarebbe il caso che prendesse il toro per le corna e affrontasse il problema, visto che tutti si considerano "uomini veri" o pseudo tali. Credo che sia arrivato il momento. E' arrivato il momento di salutare e uscire da questo "angolo filosofico". Sono stanco di non riuscire a trasmettere i miei pensieri, sono stanco di togliere del tempo alla mia famiglia per tentare di far sorridere qualcuno. Sono stanco di offrire la possibilità a qualcuno di coltivare le proprie fobie. E' giusto così. Ormai il Filosofo scrittore ha fatto il suo tempo. E' giusto che vada in esilio in qualche luogo sperduto. Ringrazio moltissimo Leo Ortu per l'ospitalità offertami e per la pazienza che lui e i miei (pochi) fedeli lettori hanno avuto nel seguirmi in questo percorso. Vi abbraccio di cuore e scusatemi se non vi ho fatto ridere.. d'altronde il riso abbonda nel viso degli stolti ! (.oppure no???...) .per me si và nella città dolente, per me si và tra la perduta gente, ma infin uscii a riveder le stelle. ErFi |
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THE JUDGMENT DAY
Prossimi alla fine di questo percorso 2005/2006, dopo aver visto, ascoltato e letto di tutto e il suo contrario, ho deciso, temerariamente, di dare anch’io dei giudizi. Giudizi esclusivamente sportivi, tecnici, comportamentali. Questa volta mi permetterò di fare le “note caratteristiche” di ogni elemento facente parte la Società Sportiva, senza remore, senza bisogno di intermediari, con sincerità. Anche io, giunto a fine Campionato, avrò finalmente modo di compilare la mia Pagella e potrò togliermi qualche sassolino dalla scarpa, essendo certo che farò l’impossibile per non offendere nessuno (leggi “Permalens”…) e di essere ormai certo di non essere da ostacolo nel raggiungimento del nostro obiettivo sportivo finale (….i Play-off….).
P.S. Ci tengo a specificare che il voto espresso non è solo riferito al giudizio calcistico ma all'atleta, nella sua completezza...
Ragazzo serio, intelligente, cordiale. Ha dimostrato ampiamente, nel corso di questo Campionato, di essere un “lusso” per un Campionato Amatori. Raramente ricordo di aver avuto il piacere di aver potuto giocare assieme a portieri di così alta valenza tecnica, in un Torneo Amatoriale. Ho avuto l’impressione che a volte si sentisse a disagio in mezzo a tanti vecchietti (…lui ha solo 33 anni…) per cui non si è mai rivelato, particolarmente, come elemento di “cricca” ma non bisogna confondere la sua educazione con la titubanza. Decisivo.
Atleta che non ha mai fatto mancare la sua simpatia, la sua caparbietà. Nonostante voci di corridoio dicano che abbia dilapidato una fortuna in “donazioni” a favore dei Dirigenti, per conquistarsi un posto da titolare, ritengo abbia alternato prestazioni efficaci ad altre in cui la sua presenza è risultata impalpabile. Con 26 presenze (in 21 parte dall’inizio e in 5 subentra) risulta tra ì più “titolari”. Di difficile interpretazione la sua capacità di estrarre, prima dell’inizio di ogni incontro, un polveroso foglietto, diligentemente ripiegato, in cui preannuncia la formazione titolare del Sabato: ci indovina 10 volte su 10. Dicono che sia un Guru calcistico e che si aiuti con la lettura delle Stelle. Molto più semplicemente credo faccia parte (…insieme a Moggi…) della “Cupola” della Società. A corrente alternata.
(…..omissis….)
Solo per lui si potrebbe scrivere un libro. Mi trovo a dover concentrare in poche righe un personaggio a cui, il vecchio Omero, avrebbe dedicato “L’Iliade 2. La vendetta”. 52 anni di esperienza, di battaglie, di donne. Ma tutto ciò ha pesato, e non poco, sul suo rendimento atletico. Il Mister lo ha impiegato con il misurino (23 presenze, di cui 5 da titolare, in 14 subentra e in 4 occasioni guarda la partita). Se si fosse allenato con più grinta e più costanza sono sicuro che si sarebbe ritagliato una maggiore “presenza” in squadra. Eccezionale come “uomo spogliatoio” . Per l’anno prossimo, la Dirigenza lo dovrebbe prendere sotto braccio e dirgli “…senti, fanciullo, se ti metti in testa di spingere e di allenarti seriamente potrai ritagliarti ancora qualche gettone presenza, altrimenti ti accontenti di fare presenza in panca in attesa di una epidemia o di giocare per non più di 5 minuti…”. Sono convinto che possa dare tecnicamente di più. Pensare (…e giustificare…) tutto con l’ età non più verde dimostra solo giustificazionismo e debolezza. Uomo immagine e non solo…
Caratterialmente è quello che si avvicina di più a quanto già detto per Lu Gattu. Sorridente, disponibile, cordiale. Un signore. Mai coinvolto in una discussione, ricordo di lui solo incitamenti, ora a questo ora a quello. Impiegato 18 volte come titolare, solo in 1 occasione è subentrato. L’infortunio al piede gli ha impedito, probabilmente, di fare il pieno di presenze. Presenza costante negli allenamenti. Appare chiaro che la passione per il gioco del calcio e la sua serenità ne fanno uomo spogliatoio non “urlato”. E’ giusto sia il Capitano della formazione ma deve imparare ad avere una dialettica con l’arbitro di turno. Essere capitano non significa solo portare la fascia o scambiare gagliardetti… Bisognerà blindarlo per il contratto del prossimo anno. Importante.
Calcisticamente, identificato immediatamente. Scrivevo di lui (il 22.10.2005): “…devo dare atto al mio sostituto (…o forse io ho sostituito lui??....) che ha tecnica e senso della posizione, dà sicurezza al reparto. Gioca a testa alta e dà del “tu” al pallone. Un poco carente nella velocità…”. Confermo le sue caratteristiche tecniche. Ha dimostrato, però, dei limiti nel carattere. Troppo sicuro di sé e non accetta facilmente consigli. Ma è bravo. E’ sufficiente prenderlo in un momento di serenità e tranquillità personale per ricordargli che gioca in un Team con allenatore e non deve sempre e comunque pensare che, se qualcuno gli dice qualcosa, è per dargli contro… Partito titolare 19 volte su 19. Solo in 1 occasione è rimasto fuori per “riposarsi”. Io non ci penserei due volte a rinnovargli il contratto. Capace.
Personaggio dalla doppia personalità. Prima di ogni match si lascia andare ai travestimenti più “estrosi”. Ha dilapidato una fortuna in indumenti intimi femminili, cassette pornografiche e gingilli erotici. Nonostante ciò, in campo, si trasforma. Si adatta perfettamente al clima del match, si mimetizza sapientemente tra i difensori avversari e quando meno te lo aspetti, colpisce in modo asettico e spietato. Capocannoniere della squadra, ha dato il suo valido contributo per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Atleta che, nonostante i suoi travestimenti, mi ha dato l’impressione di persona timida e corretta. Ha totalizzato 25 presenze, di cui 23 con partenza dall’inizio e in due occasioni è subentrato. A conferma dell’ efficacia del suo impiego. Utile.
Il suo soprannome lasciava presagire una vaga parentela tecnica con il “Ringhio” più famoso. Nulla di tutto ciò. Lo definirei un atleta “tormentato e tormentoso”. Uomo di centrocampo che ha tentato di apportare qualità e quantità al gioco della squadra ma non sempre ci è riuscito, risultando a volte disordinato e irritante per giochi di prestigio tentati in più di una occasione e non sempre riusciti. Quando non è in giornata dovrebbe capirlo subito e giocare semplice invece di avvitarsi su se stesso e innervosire il Mister. Quando il resto dei compagni lo sostengono, ha mostrato capacità tecniche più che valide. E’ calcisticamente troppo testardo. Per gli allenamenti è risultato un fantasmino… Le cronache dicono che abbia tentato di rompere unilateralmente il contratto 4 o 5 volte ma alla fine, ripensandoci con calma, è sempre rientrato da queste sue “estreme” conclusioni. Quanto avrà influito la parentela con il Mega Presidente ?? Valido.
L’incompiuto. Salutato come il bomber che avrebbe raso al suolo le difese avversarie, ha trovato difficoltà realizzative non previste. Ha una capacità atletica impressionante. Penso sia l’unico, nella nostra squadra, in grado di vincere i 100 e i 200 mt. a spasso. Credo che il Mister avrebbe potuto/dovuto provarlo in qualche altro settore del campo, poiché non sempre la squadra lo ha messo nelle condizioni di poter sviluppare le sue enormi potenzialità atletiche. Persona sobria e riservata, parla quando ha qualcosa da dire, qualità non comuni. Impiegato 14 volte, di cui in 9 è partito titolare e in 5 occasioni è subentrato. 2 reti solamente: doveva/poteva fare di più. Ci dovrebbe mettere un po’ più di “cattiveria” ma può darsi che, per quello che può dare alla nostra squadra, sia ancora tutto da scoprire. Bravo.
Come tutti i numeri 10 che si rispettano, amore e odio. A me è piaciuto per la grinta, la voglia, l’ardore che ha profuso in ogni momento. Lo dimostrano i 7 cartellini gialli ed 1 rosso. Deve migliorare negli scatti e nella corsa. Acquisisse più capacità aerobica sarebbe quasi perfetto. Non mi è piaciuto quando, invece di rincorrere gli avversari, consuma fiato commentando l’operato di quelli che giocano al calcio assieme a lui. Comunque è più che valido, tenendo conto la delicatezza del suo ruolo. Se “guidato” e “gestito” in modo più oculato, potrebbe fare veramente la differenza. Combattente.
Ragazzo solare e schietto (bravo, bene, 7+). Ha capacità tecniche non indifferenti. Peccato che, fidandosi troppo di sé stesso (…o non fidandosi a sufficienza dei compagni…) tende a tenere la palla un po’ troppo, per tentare di saltare l’uomo. Se avesse con chi fare degli 1-2 in velocità sarebbe devastante. Ha tiro e potenza ma li usa con parsimonia. Dovrebbe fare allenamenti specifici sui calci piazzati… Difende bene il pallone e si mostra abile tecnicamente. Ha fiato da vendere e, per una punta, non è cosa da poco. Nelle sue 26 presenze (25 da titolare e in 1 è subentrato) non si è capito quante di queste siano esclusivamente per capacità e quante per il fatto che sia il fratello del Mister ???. Tosto.
Vedere alla voce “MISTER”…
Personaggio inquietante. Alterna lunghi silenzi ad affermazioni taglienti. Ha alternato momenti di abbandono e superficialità a momenti di grinta pura e capacità insospettabili. Nonostante i suoi clamorosi ritardi agli appuntamenti calcistici, non gli è stato cambiato il nickname in Lastsecond. Polmone non indifferente percorre le sue corsie in modo costante ma, spesso, disordinato. Se imparasse ad avere un dialogo con il pallone rappresenterebbe quasi la perfezione. Ha recuperato centinaia di palloni ma, spesso, li ha poi riappoggiati agli avversari. Ha avuto una sua rivalutazione nella parte finale del campionato, quando servivano cuore e polmoni. In più ha stabilito un rapporto un poco più amichevole con la sfera di cuoio. Con 24 presenze ha alternato 11 presenze da titolare e in 12 è subentrato. Solo in 1 occasione è rimasto a guardare. Ha ampi margini di miglioramento. Grintoso.
Impiegato a centrocampo è l’unico dotato di corsa e generosità. Essendo l’unico che corre e porta la croce, in quel settore del campo, il suo correre, correre e correre spesso è un girare a vuoto. Utile e redditizio in più di qualche partita, ha tentato di condurre per mano la squadra nel raggiungimento dell’obiettivo. Con 23 presenze, è partito 20 volte da titolare e in 3 occasioni è subentrato. Corre anche per gli altri. Sarebbe devastante se avesse, con lui, un altro centrocampista dotato di fiato. Ma i posti sono numerati quindi, per il momento continuerà a portare la croce. Il suo ultimo “infortunio” non lo ha tenuto lontano dalla squadra e questo và a suo onore. Ha dimostrato di essere un po’ permalens (…io ne so qualcosa…) ma si è sempre mostrato garbato e intelligente. Dicono faccia parte della Cupola societaria. Alcune intercettazioni verbali sembra mostrino, in modo inequivocabile, che il suo parere venga tenuto in debito conto dai Dirigenti… Maratoneta.
Persona estremamente utile, nell’ambito societario. Calcisticamente, quando è stato chiamato a dare il suo apporto, ha mostrato tutta la sua esperienza e sapienza tattica. E’ da considerare un vero e proprio supporter della Società ed è molto ben considerato all’interno della stessa. Ha mostrato cultura e spirito di osservazione non indifferenti. Intercettazioni ambientali ne fanno persona che sembra celare una doppia personalità. Qualcuno ha sostenuto, in un più di un’occasione, che faccia parte della “Cupola” e abbia sufficiente carisma sulle decisioni del Mister. Ha totalizzato 13 presenze di cui, 2 da titolare, in 4 occasioni è subentrato in 7 ha soltanto visto il match. Sapiente.
Annata non favorevole. Tra incidenti, lavoro, e chi più ne ha più ne metta ha messo insieme la miseria di 8 presenze di cui in 4 ha giocato da titolare in 1 subentrato e in 3 occasioni è rimasto a guardare il match. E’ uno dei pochi in cui il mio giudizio è parzializzato. Troppe poche volte le occasioni avute per poterlo soppesare appieno. Sicuramente ha evidenziato di saper far gruppo. Si è distinto, piacevolmente, ogni volta è stato chiamato a sfidare una porzione di cibo alle cene Societarie… Sempre sorridente e analitico ha avuto modo di contribuire al raggiungimento dei Play-off. Oculato.
17. TIZIANO (Durbans) Spero mi perdonerà se il mio giudizio, su di lui, non può essere completo. Si è aggregato alla Società, in modo continuativo, solo nelle ultime partite. Mi è simpatico (…forse per il suo sorriso…) e, da quel poco che ho avuto modo di vedere, serio quanto basta ma anche uno che sa vivere e sa “far gruppo”. Calcisticamente ha offerto un contributo valido, ma i suoi margini atletici non sono riuscito ad individuarli. Utile.
18. ROBERTO (Flash) Ragazzo riservato e serio. E’ stato il nostro “guru” durante gli allenamenti (…almeno nelle prime sedute…) quando cercava di farci fare (inutilmente…) 47 serie di flessioni addominali prima con il solo braccio destro e poi con il solo braccio sinistro. Poi ha lasciato perdere… ha capito con chi aveva a che fare…Intercettazioni telefoniche ne fanno uno degli atleti icona della Cupola societaria. Ha totalizzato 26 presenze, di cui in 24 è entrato titolare e in 2 occasioni si è limitato a guardare. Ha svolto i suoi compiti calcistici senza infamia e senza lode. Si è limitato a svolgere i compiti che gli venivano affidati senza lasciarsi andare ad errori pacchiani ma svolgendo il suo, in modo più o meno ordinato. Lavoratore
19. FELICE (Pibizziri) Solare, ragazzo simpatico anche se non particolarmente ciarliero. Ci mette una grinta e una voglia che andrebbero presi ad esempio da molti atleti. Ha il “leggero” difetto che, impiegato da difensore, non và mai sul pallone ma “punta” l’uomo. In modo delicato (?), ma và sul giocatore avversario. Ha fatto decretare 3.415 punizioni, durante il nostro campionato, contro la nostra squadra. E’, altresì, vero che la sua grinta ha limitato, in modo adeguato, la pericolosità delle punte avversarie. 24 presenze, di cui 14 da titolare, in 7 occasioni subentra e in 3 match rimane a guardare. Tignoso
20. LODOVICO (Chilivani) Ragazzo che parla poco ma, sicuramente, estremamente educato e serio. Ho apprezzato la sua discrezione e non si è mai lasciato andare ad atteggiamenti plateali e/o di protesta. Tecnicamente valido, alterna momenti estremamente lucidi e importanti ad altri momenti di black-out dove non si capisce se è tra noi oppure è presente solo il suo corpo ma la sua mente è impegnata in voli pindarici molto più importanti. 21 presenze, di cui 19 da titolare e in 2 occasioni è subentrato. Poiché è uno dei pochi che mi ha fatto una cortesia (…mi ha comperato dei ricci di mare che ho regolarmente pagato…) mi è anche sta anche simpatico. Geometrico
21. ENRICO (Chiken little) Ecco un atleta sobrio, conciliante, si è prontamente integrato nel gruppo a cui si è unito con un po’ di ritardo. Ha alternato momenti in cui ha contribuito in modo positivo a risolvere alcuni problemi del centrocampo, in altre occasioni è parso “impalpabile”. Ma, come sanno i grandi “strateghi” calcistici, il controllo e l’impostazione del centrocampo non si fa mai con una persona sola ma creando una sapiente miscela tra le persone che vengono chiamate a farne parte. Per quanto sopra ritengo che, se inserito in un contesto a lui favorevole, potrebbe valorizzarsi notevolmente. A causa di un “colpo” proibito, che gli ho rifilato in allenamento, ha saltato qualche presenza. In tutto 14 presenze, di sui 6 da titolare, in 4 occasioni è subentrato, in 4 è rimasto a guardare. Valido
22. MARCO (Zurbriggen) Ragazzi, questo qui, nonostante non mi abbia elargito cioccolato fondente né mi abbia rifornito di pinte di birra, mi è stato subito simpatico (…forse perché sapevo che non poteva entrare in concorrenza con noi per un posto poiché poteva fare poche presenze…). Infatti 2 sole presenze di cui 0 dall’inizio (…e vorrei pure vedere che questo qui, scende dalle valli Svizzere e viene a ciularci il posto in squadra….) in 1 occasione subentra e in 1 occasione rimane a guardare. Sempre sorridente, l’ho visto addentare tavolette di cioccolato come fosse pane. Ma come cazzo fa a rimanere così magro ??. Calorico
Dopo aver sezionato gli atleti, passiamo a vivisezionarci i Dirigenti (…o pseudotali…)
Dirigente. MARCO (Lines Man) Quando l’ho conosciuto pensavo fosse incontinente (…cioè che si pisciava sotto…) perché il suo soprannome mi ricordava i più famosi pannolini “Lines”. In realtà, il nome proveniva dal suo hobby preferito: il “guardalinee” (ma, in questo caso, il suo nick name dovrebbe essere “look at the lines”…). Parsimonioso elargitore dell’acqua degli dei, ha pazientemente contribuito, con serietà e professionalità, all’impegno affidatogli. Non si è mai lasciato andare ad atteggiamenti fuori dalla norma. Ad averne di persone come lui…Dignitoso
Dirigente. GIANNI L. (Pillincone) Persona sobria, elegante e signorile. Ha sempre rispettato il suo ruolo senza mai tentare di interferire, direttamente o indirettamente, nelle scelte del Mister. Dopo aver fatto un breve Corso Allenatori, presso il Centro tecnico di Coverciano, ha mantenuto il suo aplomb e si è limitato a fare qualche timida osservazione calcistica, scrutando attentamente le partite. Più di un testimone lo ha sentito commentare, in modo spavaldo e sicuro della bontà delle lezioni ricevute, le seguenti affermazioni: “questo è calcio d’angolo”, “…arbitro come si può fischiare un fallo così ?...”, “…mi sembra che il caldo, oggi, offuschi la freschezza atletica dei nostri giocatori (???)…”. Raramente ho incontrato dirigenti che, alla fine del match, vengono a salutare gli atleti. Veramente unico nel suo genere anche se più di qualcuno, forse perché invidioso, ha cercato di “declassarlo”. Nobile
12 e Mister. LEO P. (Polemos) Capitolo a parte merita il nostro allenatore. Persona che ha rivelato passione sconfinata e abilità idonea per domare una squadra estrosa come la nostra. Ha abbandonato, a malincuore, il ruolo di portiere ed ha ricoperto, in modo adeguato e professionale, il ruolo di “Mister”. In questo esordio calcistico direi che ha avuto indubbie qualità per gestire, a più riprese, delle simpatiche “canaglie” che tentavano, ripetutamente, di scappargli di mano. Ha ampi margini di miglioramento ma, affinché tali margini siano raggiunti, deve mettersi anche lui in discussione. In troppe occasioni si ha avuto l’impressione che fosse troppo convinto delle decisioni prese e, spesso e volentieri, ha contestato chi cercava di fornirgli, anche benevolmente, delle opinioni diverse dalle sue. Dovrebbe imparare che anche lui può sbagliare e che nessuno è infallibile. Si ha motivo di ritenere che abbia fatto, in qualche occasione, figli e figliastri tentando di negare l’evidenza. Voci di corridoio lo indicano come personaggio che abbia mostrato, dietro una coriacea copertina esteriore, una fragilità insospettabile nel condizionamento diretto o indiretto che elementi Societari hanno saputo inoculare nelle sue idee calcistiche. Ha grandi meriti nel risultato finale raggiunto dalla Società. Il difficile è riuscire a vivere nel dubbio per tentare di avvicinarsi alla perfezione (che, in quanto tale, non si raggiungerà mai…). Condottiero.
Presidente PINO MARRAS (Zio Pino) Quando si parla di Questo mitico personaggio ho grande rispetto. Persona estremamente seria e sicura di sé. Lascia intravedere di essere persona abituata a comandare ma non lo ha mai fatto pesare. Non ha mai rivelato appieno le sue opinioni calcistiche ma, quando lo ha fatto, non lo ha mai gridato ai quattro venti. Sapienti informatori locali, perfettamente inseriti, narrano che non abbia condiviso completamente la gestione di questo gruppo, da parte dell’allenatore, ma visto il grado di parentela che li vedeva “legati” ha dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Persona che non ha mai fatto mancare la sua presenza. Solo piccoli problemi di salute lo hanno tenuto lontano dalla sua “creatura”. Non ho idea quali saranno le sue pianificazioni sportive per il prossimo anno. Io so soltanto che gli devo essere grato per avermi accettato a rappresentare la sua Società Sportiva. Uno, cento, mille Pino Marras. Insostituibile
Giunti a questo punto credo che sia il caso di non rompere più le balle. Preferisco, quindi, interrompere “L’Angolo Filosofico”. Ringrazio tutti coloro che mi hanno concesso di esternare le mie corbellerie calcistiche durante questo Campionato 2005-2006 e ringrazio tutti coloro che hanno avuto la pazienza di leggerle. Era solo un modo per tentare di far sorridere, per creare spirito di gruppo, per tentare di cementare amicizia. Se ho fallito, abbiate la compiacenza di perdonarmi. Ricordate sempre che un sorriso è come una bella giornata nell’inverno delle preoccupazioni di tutti i giorni. Grazie a tutti. Un abbraccio. Così è. ErFi
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LA STORIA di SINT COMPUTERS - AMATORI CAGLIARI LA VERNICE 1-4
Stadio S. Lorenzo del 13.05.2006 ore 15.00 |
THE JUDGMENT DAY. Preface Pazienti e Carissimi Amici lettori. Dopo un anno calcistico vissuto intensamente e pericolosamente siamo giunti alla fine. Questa volta tralascerò il “solito” commento pseudo-fantozziano della partita del sabato (LA VERNICE – TECNOEDIL 4 a 1), per dedicarmi ad uno sguardo più generale delle nostre avventure calcistiche. Sono giunto, in questa gloriosa Società Sportiva, il “lontano” 29 giugno 2005. Da allora, come in ogni Società Sportiva Amatoriale che si rispetti, sono volate parole, comportamenti, atteggiamenti, discussioni, passioni, grinta, sofferenza, schemi, grida, urla, ammonizioni e chi più ne ha più ne metta…. Ciò che è rimasto, di tutta questa miscela di sentimenti e intenzioni, è stata la nostra Amicizia e la nostra qualificazione ai Play-off. E’ evidente che, visti i risultati ottenuti l’anno precedente (…ultimi…) e gli obiettivi fissati ad inizio campionato (…fare una dignitosa figura…) per noi è come aver vinto il Campionato. Condivido pienamente ciò che ha scritto il Mister nel suo “angolo Tecnico” di questa settimana. Anche io voglio ringraziare tutti i miei compagni di squadra, con cui ho avuto il piacere e l’onore di poter giocare, voglio ringraziare la Dirigenza tutta, per la possibilità offertami di poter continuare a sgambettare sui terreni polverosi di gioco alla “veneranda” età di quasi 47 anni. E’ stato bello avervi conosciuto e mi sono trovato a mio agio all’ interno di questa squadra “temeraria e incostante”. Per adesso concludo questa prefazione e vi anticipo che, durante la settimana, avrò modo di pubblicare una mia Calenda in due atti. Se non verrò censurato, tagliato o soppresso avrò modo di farvi leggere le mie Pagelle calcistiche formulando le “note caratteristiche” di ognuno di voi. Ho atteso un anno, ho mandato giù bocconi amari e sono stato preso a “pesci in faccia” in più di una occasione, ma voi mi avete insegnato che la vendetta è un piatto che và mangiato freddo. E questa volta sarà freddo...molto freddo...Al Prossimo primo Atto Ad Majoram |
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LA STORIA di AMATORI CAGLIARI LA VERNICE -
ESERCITO 83 1-0
Stadio Rossi del 06.05.2006 ore 15.00
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Ragazzi, scusate il ritardo! Pen'ultima puntata di questo Campionato
Amatoriale, per noi NON avaro di soddisfazioni. Appuntamento alle 14.15
presso il Campo Rossi (Voto 9) dell'Esercito. La giornata è calda, il terreno in perfette condizioni, 3 spettatori circa (tutti over 60...), arbitrerà l'incontro un signore vestito di nero che risulterà, all'interno della sua categoria, tra i più validi (ma ci vuole poco.). Mentre iniziamo ad aggregarci arriva, con auto presidenziale finemente arricchita da molteplici optional e scortato dai fratelli Angioni, l'infortunato Duracell. Aperta la portiera con insospettabile agilità, si vede uscire prima una stampella e poi l'altra, modello "Barracuda con pinna spezzata". Dopo peripezie di assestamento degne di un lottatore di Sumo, per assumere la forma eretta, esce dall'auto il nostro amico con un sorriso a 32 denti. Tutti subito attorno a chiedere il rendiconto dettagliato dell'infortunio al ginocchio. Lui si schernisce, ma si sente chiaramente, tra i giocatori festosi, levarsi una voce dal coro che, sinistramente, dice ".almeno si libera un posto per i panchinari del sabato.". Mah! Cosa dire. Una caduta di stile, ma con atteggiamento principesco il buon Dura fa finta di non cogliere la provocazione. Anzi si mette a narrare delle centinaia di lavate ai suoi cani che altri elementi della sua famiglia saranno costretti a fare per i prossimi 7 anni (.forse è meglio se vanno in Tibet.). Quello che ci lascia un po' perplessi è vedere che Duracell ha bloccato il ginocchio (nel senso che si è "automedicato") con una struttura rigida ad impalcatura incrociata, da far invidia ai lavori di ristrutturazione della Cappella Sistina. E' tutto frutto di una propria iniziativa (???) conseguente al fatto di tentare di surrogare l'effetto di una (semplice.) fascia elastica immobilizzante e di cui non è riuscito ad entrare in possesso (???). Il ragazzo ti ha tirato su una costruzione rinforzata a 3 strati con chiavistelli esterni dorati, per essere sicuro (???) di non subire guai peggiori in qualche movimento repentino, il tutto in attesa di ricevere l'esito di una visita specialistica che quantifichi i "danni" e possa pianificare, insieme al suo preparatore atletico Gabriele Abate (Vice Campione Mondiale 2005 corsa in montagna) la data del suo rientro. Negli spogliatoi, il marasma aumenta a dismisura. Flipper si siede e invece che cambiarsi osserva e ride divertito ad ogni cagata. La finirà piegato in due quando sentirà Ichnusa dirgli ".senti, ragazzo, tirati più in là che ora si cambiano i campioni..". Lu Gattu riprende la nenia di 7 giorni prima ".ragazzi.entriamo in partita.". Marcello, con voce solenne, annuncia la sua cinquantaquattresima formazione diversa e, per essere sicuro che tutti lo ascoltino richiama l'attenzione iniziando la frase ".iniziamo a dire chi si accomoderà in panca. e si cambierà più tardi. Dando modo, ai titolari, di cambiarsi con più serenità.". E' a questo punto che scende il silenzio più totale. Elenca, in modo accurato e perverso, la lista dei 7 prescelti. Inutile dire che ha capito l'andazzo e individua perfettamente i fortunati vincitori del Concorso Settimanale "Oggi tocca a te avere il pregio di sedere vicino al Mister". Anche oggi siamo 18 eroi pronti a tutto. 11 leoni (o gattini.) in campo e 7 leoni (o micetti.) in panchina. Nel frattempo ci si rende conto che manca poco all'appello dell'arbitro e il Mister ancora non si è visto (.forse è per questo che più di qualcuno dice di aver notato che gli spogliatoi siano spaziosi in modo esagerato, nonostante l'elevato numero di atleti presenti.). Quasi a smentirci entra, con balzo agile e felino, proprio il Mister che estrae un piccolo foglio 105 x 62 cm. E annuncia ".ragazzi, questa è una formazione d'assalto. Avevo pensato al Battaglione S. Marco ma c'erano problemi per il costo della Missione. allora ripiego su questi undici. Gli "eletti" dovranno dare tutto, correre per quattro, assalire l'avversario, non dare respiro, entrare in possesso del pallone e ripartire.". Strano che tali sensati concetti vengano espressi a solo due giornate dal termine del Campionato. E, senza prendere fiato, riprende: ".appena vedrò un piccolo cedimento farò entrare forze fresche, in modo che l'assalto alla squadra avversaria sia continuo e non abbia pause." Accipicchia che fine stratega. Ma il nostro torneo non è caratterizzato da cambi "entra/esci" senza soluzione di continuità ? Non c'è la possibilità di fare i cambi più volte ed in ogni momento per dare la possibilità ai "vecchietti" di riprendere fiato ??. Che sia una sapiente tattica per ovviare alla mancanza del motorino Duracell ??. Mah. ai posteri l'ardua sentenza. Nella formazione titolare, con annuncio stroboscopico e raggi laser (mancava solo la donnina che balla sul cubo...), come ampiamente previsto e preannunciato alla popolazione, riappare il mitico Lello che, dalla contentezza, si lascia andare alle affermazioni più disparate. Tra le più famose e meritevoli, mi piace ricordare questa ".sentite, ciuchini. E' inutile che rompete le palle con sberleffi e lazzi. Dopo un anno di panca esagerata e con il culo a strisce, questa volta tocca a me. Cercate di non essere nervosi, accomodatevi in panca e fate il tifo, senza fare le cucurre o sperare in incidenti strani. se becco la giornata che dico io, il Mister non mi toglie più.". Purtroppo per lui, il Mister, dopo il primo tempo, deciderà che non era quella la giornata a cui Lello faceva riferimento. Entriamo nel bel terreno di gioco e Durbans, Ichnusa, Puccinho, Ringhio, Troddione, Zurbriggen e il sottoscritto ci "sbraghiamo" ai bordi del campo, tentando di cogliere qualche benefico raggio solare. Vicino al Mister si piazzano, festosi e sorridenti i 4 + 4 di Nora Orlandi (Panzer, Mussia, Pillincone e Duracell). Durante il match si avrà modo di ascoltare i commenti più bizzarri ".togli quello.", ".marca questo.." ".allunga là.. Passa qua.svolta a destra." C'è una gazzarra tale che non riesco a comprendere come il Mister non vada in confusione tattica globale. Nel frattempo, i panchinari sono tutti stranamente silenziosi (. se si esclude Zurbriggen che, insieme con un suo amico elvetico, ha la bocca piena impegnata a sbranare una tavoletta di cioccolato fondente di 3.472 calorie.). Tutti sdraiati a terra, approfittando dell'erba, scrutano il terreno di gioco come se tentassero di capire le misteriose tattiche ultracelesti che i nostri ragazzi applicano (o tentano di applicare.), muovendosi all'unisono.forse.almeno credo... Il primo tempo finisce 0 a 0. La partita si conclude 1 a 0 per noi dopo che si è fatto, specialmente nel secondo tempo, l'attacco a Fort Apache. Comunque, per le cronache tecniche, è meglio se vi andate a leggere quanto riportato dal Mister nel suo angolo. Alla fine tutti al Circolo dell'Esercito per festeggiare la Vittoria, i 50 anni di Mister Leo e le 46 primavere del grande Flash. Auguri, Auguri e ancora Auguri. ma potevate offrire qualcosina di più che 3 patatite e ½ (di numero) e 0,18 cl. di birra a testa. Ma capisco, questo è un momento delicato, bisogna mantenersi in forma, non bisogna accumulare grassi che potrebbero appesantirci nell'inseguimento del 6° posto... Comunque si rimane attaccati alla canna della bombola dell'ossigeno, per continuare a sperare di entrare nei mitici Play-off (.sperando di non scoprire che siamo attaccati alla bombola del gas..). Cosi è, se vi pare. ErFi |
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LA STORIA di TECNOEDIL - AMATORI CAGLIARI LA
VERNICE 0-2
Stadio Johannes del 29.04.2006 ore 15.00 |
Leviamo in alto gli scudi, brindiamo con le coppe ricolme di schiuma (…a
proposito, auguri Dura…). Dopo un periodo di iattura (gufi, avvoltoi,
riti magici, malefici…) finalmente ci arride una vittoria contro una
diretta concorrente per i Play-off. Rimaniamo attaccati alla speranza di
arrivarci, a due giornate dal termine. Si arriva allo Stadio, come al
solito, puntuali ed in gran numero. Si sorride e si scambiano opinioni.
Sembra si sia consapevoli che non si ha nulla da perdere. Il Mister, abbandonato lo schema 1- 14 – 2 – 2, decide di approntare uno schema più garibaldino (???). Nel caos, che regna sovrano all’interno dello stanzino, esce fuori all’aperto per disegnare i suoi schemi criptati. Sono talmente enigmatici che anche la NASA ha rinunciato a venirne a capo. Negli spogliatoi ci si continua a spernacchiare continuamente. Solo Lu Gattu sembra essere colto da paresi. Con intervalli di 20, max 30 secondi, ripete ciclicamente, con tono di voce da nenia indiana, “…ragazzi, entriamo in partita… ragazzi, entriamo in partita…” Forse è il caso che qualcuno si decidesse ad entrare nel suo cranio… Il solito Marcello, alla 38° ripetizione di “entrare in partita”, esclama un’affermazione che mette in risalto i suoi trascorsi presso l’Università di Yale. “Senti, ragazzo, ora hai rotto le palle. Vuoi che ti depenni dalla formazione ??...”. Lu Gattu, ben sapendo che non ha alternative (…Mister permettendo…) gli risponde tranquillo “…non continuare a scherzare, entra in partita…”. Lo spogliatoio è colmo all’inverosimile. Non si capisce se è lo spazio troppo angusto o noi che ci siamo con tutta la rosa (18 elementi, ancora vogliosi e ancora credenti… più o meno…). Entra il Mister e annuncia la formazione introducendola con le parole “…questa volta ci sono effetti speciali e colori a intermittenza…”. E, in effetti, qualche novità c’è. Mi accomodo in panca, assieme ad altri 6 fieri combattenti, pronti alla pugna, se occorre. La mia esclusione l’avevo colta nell’aria da una settimana… Scopro, con un leggero senso di fastidio, che chi arbitrerà il match è un mio collega di lavoro. L’inquietitudine non nasce dalle sue, più o meno valide, capacità arbitrali ma dalle pazzesche scuse che dovrò inventare per provare a spiegargli, il martedì successivo, per quale motivo non mi vedrà impiegato nel match neppure per 1 minuto… Fischio d’inizio e si vede da subito che non c’è supremazia di una squadra nei confronti dell’altra ma un alternanza di azioni di gioco che vengono, solitamente, interrotte o da passaggi sbagliati / intercettati o da conclusioni prive di efficacia. E’ un ruminare calcio che lascia anticipare che, al solito, chi sbaglierà meno porterà a casa l’intera posta. Dopo pochi minuti il Mister, causa forza maggiore, si trova a ridisegnare il centrocampo. Fuori Dura (per contrattura) e Ringhio (testuali parole “…non ho rotto il fiato…”) e dentro Marcellino e LastSecond. Devo dire che speravo che fosse la volta buona per essere schierato a centrocampo ma dimenticavo che quella è terra di qualcuno, per cui non avrei potuto mai… solo in allenamento… forse… A questo punto sale alla ribalta il resto della panchina. Mi intrattengo in piacevole dialogo con Tiziano Durbans e vengo a scoprire cose straordinare. La trattazione, tra lui e il grande Lello, era sui modi più idonei per tentare di corrompere un uomo (…strano, si parla sempre di argomenti piuttosto delicati in questi ambienti calcistici…) e scopro che le donne dell’est sono tra le più “coinvolgenti” tra coloro che praticano il lavoro più vecchio del mondo. Con una ingenuità degna di Cappuccetto Rosso, gli chiedo “…ma queste donne dove le raccatti ? Le cerchi sul “Baratto” o le trovi in determinati luoghi dove hanno l’abitudine di ritrovarsi ?...” La risposta mi lascia abbagliato: “…no, ti sbagli. Sono loro che mi telefonano e mi chiedono un appuntamento…”. E me cojons… Alla faccia dei disgraziati che, per andare con una donna, devono fare i salti mortali carpiati !! Lello, per non essere da meno, comincia a raccontare quando, ancora giovane (…ma, secondo me, lo è ancora…) vestiva tutto di bianco, in uniforme, dentro navi prestigiose e andava a saggiare gli usi e costumi di donne che vivevano nelle lontane Americhe… Che racconti meravigliosi, che capacità narrativa, vorrei essere suo amico per poterlo ascoltare e immaginare tutti quei luoghi e quelle cose che ha visto e vissuto e di cui io posso solo lontanamente immaginare… Una voce cattiva e denigrante dalla panca dice, a voce alta, “…tanto sono tutte cazzate…”. Non so se siano cazzate, forse… anzi quasi sicuramente… ma sognare non costa nulla. Perché questa acredine nello spegnere anche i sogni di gloria ? Mio caro Lello, è dura essere profeta in patria… Nel frattempo, grazie ad una punizione di Flipper che coglie lo specchio della porta e con la compiacenza di un portiere che non lo trovi neppure ai Saldi nei grandi magazzini, concludiamo in vantaggio per 1 a 0 il primo tempo. Durante l’intervallo, proviamo a toccare il pallone almeno tra noi panchinari. Ed è lì chi Lello si abbandona a degli stop al volo, piroette su se stesso per addomesticare il pallone, neanche fosse telecomandato. Mi chiedo come mai questi giochi di prestigio gli riescano solo durante il riscaldamento ma mai in partita… E’ la dura legge dello sport.. Inizia il secondo tempo. Solito calcio ruminato, gli avversari salgono un po’ alla ribalta e tentano il recupero. E’ a questo punto che torna ad emergere il nostro portiere che in 2/3 occasioni fa in pieno il suo dovere. Il loro portiere, viceversa, fa solo presenza. Ci pappiamo un paio di goal in contropiede (nostra cronica e inguaribile abitudine di non chiudere le gare…) e riusciamo a segnare il secondo goal a tempo scaduto. 2 a 0 e tutti a casa con ampi margini di rientro nel gioco dei play-off. Ah, dimenticavo. Dalla panca, durante il secondo tempo, venivano chiamati alla pugna Tiziano Durbans e Puccinho (sempre serio e irreprensibile. Questo non ride mai…). Rimanevano in panca, inutilizzati, oltre al sottoscritto e a Lello, il simpatico Felice che vedevo stranamente silenzioso. Per tentare di coinvolgerlo in una “interessante” discussione gli chiedevo se avesse finito l’album delle figurine del figlio. Avvilito mi rispondeva “…No. Ho fatto la richiesta delle figurine mancanti 2 mesi fa, ma ancora non mi sono arrivate…forse arriveranno o forse no… chi se ne frega…nel frattempo, inizio la raccolta del Mundial…”. Beata gioventù scapigliata. Nel frattempo Lello, a 3 minuti dalla fine, capito l’andazzo, si siede vicino a me e mi chiede, sinistramente, “…che ne pensi ?...”. A cosa si riferiva ? Non ho risposto. E che vuoi pensare… Siamo in 18, giocano in 11, si torna ai soliti discorsi, a prescindere dalle magliette dell’ F.C. Barcellona o di palloni in cuoio generosamente prestati alla Società Sportiva Amatori. Bisogna rispettare i voleri del Mister (e degli altri consiglieri..) per farsi trovare pronti quando si viene chiamati (...se si viene chiamati...). Adesso, per la Società e per noi stessi, dobbiamo mirare a vincere le prossime due partite senza fare calcoli strani su quello che possono fare le nostre avversarie. Alla fine del match sorrisi, baci e abbracci al festeggiato Duracell che, proprio nel fortunato giorno, compiva le sue 42 estati. Non mancava un festoso “chiarimento” tra Ringhio e il Mister davanti al locale dove si stava festeggiando il compleanno. Venivano esplicate teorie Freudiane e di Psicologia pura, applicata sulle modalità e normative dei cambi. Come al solito si udiva di tutto e il suo contrario. Per me era già abbastanza e andavo via ad inizio “incontro”. Memento audere semper (Ricordati di osare sempre). |
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LA STORIA di AMATORI CAGLIARI LA VERNICE - D&D Service 0-2 Stadio Comunale Decimomannu. del 21.04.2006 ore 21.00 |
Venerdì, ore 20.00 appuntamento presso la Sede della Società Sportiva
dove, una volta raggiunto il quorum, si parte con destinazione Campo
Comunale Decimomannu (Voto 10) per l’incontro di calcio D&D
Service-Amatori (della serie “dentro o fuori”). Arriviamo all’appuntamento con i mezzi di locomozione più disparati. Chi guida fuori-serie superaccessoriate con interni rifiniti in pelle umana e chi sta ancora pagando comode cambiali, a 35 anni, da 69,00 euro cadauna. Qualcuno si presenta anche con un calesse a due posti ma si vede lontano un miglio che quelli che trainano la carrozza non sono due cavalli ma due somari… Qualcun altro si presenta anche con vetture d’epoca (…nel senso che non le hanno prese neppure alla rottamazione…) ma quando arriva la fuori serie del Mega Presidente, tutta luccicante e fluorescente di luce propria, ci si lascia andare ad esclamazioni di stupore e meraviglia: mai vista tanta ricchezza racchiusa su quattro ruote. C’è chi dice che all’interno dell’autovettura si celi una piccola e graziosa orientale che, con apposito ventaglio, integri l’impianto d’aria condizionata per rendere più piacevole il viaggio… Nel frattempo Troddione, con carta e penna, è tutto preso nella stesura della formazione titolare che dovrà, di lì a poco, essere schierata in campo. Per essere sicuro di non assumersi totalmente la responsabilità degli undici titolari chiede consiglio al Panzer e a Flash (…entrambi infortunati…). Una volta completata la formazione, l’attacca al parabrezza dell’auto del Mister per essere sicuro che la memorizzi durante il viaggio, e gli dice “…se sabato vuoi il pesce fresco, ora sai cosa devi fare…”. E dire che c’è qualche voce maligna, in squadra, che sostiene che il nostro Allenatore sia facilmente corruttibile… Alle 20.15 si parte, con le autovetture in fila indiana, destinazione “lo Stadio”, capo convoglio l’auto di Leo. Durante il tragitto (circa 10 km) avvengono le cose più strane. Il convoglio si sparpaglia rapidamente. Qualcuno telefona al Mister dicendogli che si è perso seguendo erronee indicazioni stradali e si troverebbe nella direttrice Mantova-Bergamo. Qualcun altro sostiene che, nonostante abbia lasciato lungo il percorso delle briciole di pane, stile Hansel & Gretel, non riesce a tornare allo Stadio perché ha perso il sentiero. Lo stesso Lello Siddac racconta di aver avuto dei problemi a raggiungere il campo, in realtà ha avuto il tempo di dirigersi velocemente lungo il percorso Villasor/Serramanna/Samassi per un “rapido saluto” con delle sue amiche che lo aspettavano festose per un tè serale… Arrivati davanti all’impianto sportivo si rimane senza parole. Terreno verde in erba (vera e non sintetica…), spalti spaziosi e funzionali (ma tragicamente vuoti…), impianto d’illuminazione da paura (1 solo dei 16 fari faceva più luce di tutto l’impianto d’illuminazione del nostro tragico campo d’allenamento al S.Elia…). Panchine così spaziose e accoglienti che avresti anche potuto anche dormirci dentro… Unica nota stonata. Non sono utilizzabili gli spogliatoi per cui usiamo le auto per svestirci (neanche fossimo tornati bambini, quando ci si cambiava al volo per strada o quando, più grandicelli, andavamo per camporella con la ragazza e dovevamo rivestirci in tutta fretta perché stava sopravvenendo qualcuno…) Il Mister snocciola la formazione, tenendo conto degli infortunati/squalificati: niente di nuovo sotto il sole. L’arbitro (voto 4 ½) non sarà assolutamente in grado di poter reggere il confronto con il campo che andrà a calpestare. Ma non a causa d’errori o scelte sbagliate ma proprio per incapacità conclamata a dirigere un incontro di calcio. Pronti, via. Dopo 5 minuti siamo sotto di 2 goal. Dalle continue urla che provengono dalla panchina non si capisce se sia il Mister che maledice ora questo ora quello, se sia il Mega Presidente che dice “…altro che cene a sbafo… questi li metto a pane e acqua, come il Conte di Montecristo…”. C’è anche Duracell (squalificato) che tutto giulivo ride per ogni cazzata che facciamo (e quindi ride a crepapelle…) e trattiene rapporti amichevoli con i giocatori della panchina avversaria (public relations). Il mitico Panzer ha preparato con scrupolo la valigetta del “piccolo Dottor Kildare”, pronto ad intervenire non appena a qualcuno (atleta e/o Dirigente) dovesse partire un embolo. Mussia suggerisce enigmatici schemi di gioco al Mister, ormai prossimo ad una trombosi, ma non ottiene i risultati sperati. Il solo Linesman, con la bandierina ammainata e la sua proverbiale calma glaciale, ci guarda come se già sapesse a che cazzo di spettacolo dovrà assistere. Verso la fine del primo tempo (e in modo più incisivo, durante l’intervallo tra il primo ed il secondo tempo) il mitico Anguillone scende sino ai limiti della nostra area di rigore, ma non per rincorrere un avversario, come io speravo, ma per arrivare vicino al sottoscritto, aprire un banco scolastico e tirare fuori una mitica lavagnetta calamitata dove inizia una sintetica ed efficace lezione su come dovevo marcare la punta avversaria, sostenendo che non potevo lasciargli 2 metri di spazio ma dovevo stargli addosso, con il fiato sul collo e, all’occorrenza, strattonarlo. Per un breve attimo mi veniva in mente che, allora, sino a quel momento ero stato mooolto fortunato se nelle 20 partite sinora giocate (di cui 1 impiegato come ala sinistra e 4 da libero e 15 da marcatore) solo in due occasioni il mio uomo era riuscito a segnare (Drughi & Vigili del Fuoco). Ma rinunciavo a dare una risposta perché sicuramente il mio amico Anguilla dimentica (oppure non sa…) che i ruoli con cui io mi sono presentato a questa Società Sportiva erano “Libero” oppure “Mediano” (il marcatore, in passato, lo avevo sempre fatto solo e soltanto sul regista avversario, non avevo mai marcato una punta, in precedenza). Ma come si impara nel calcio, non è mai troppo tardi (Febo Conti!!) e devo essere grato al Mister se mi ha “parzialmente” valorizzato in un altro ruolo e non andare così a rompere le “uova nel paniere” ad altre persone storiche che hanno determinati ruoli ritagliati su misura (e imprescindibili..). Ricordo, inoltre, con piacere le parole di incitamento che sovente mi inviava il nostro Portierone, suggerendomi che la marcatura doveva essere “…più stretta..”. Non sono così paziente da elencare tutte le miriadi di cappellate che vedo fare ad ogni incontro di calcio (…io continuo a sperare che le annoti chi è previsto che le rilevi…). Mi permetto solo di far notare che i due fischietti che abbiamo preso sono giunti da due tiri fuori area. Non sono così bravo da impedire sempre e comunque, ad un avversario, di tirare in porta. Comunque adesso basta con le ingerenze tecniche. Dico solo che la partita è terminata 2 a 0 per i nostri avversari e addio ai Play-Off… Negli spogliatoi e durante il viaggio di ritorno facce tristi e sconsolate. Il Mister tentava disperatamente ipotesi fantascientifiche a colori ultra-vivaci (“…beh, se vinciamo le tre partite che restano possiamo arrivare a 37 punti e chissà…”). Neanche la cena finale, presso un noto e rinomato locale notturno del centro, ha aiutato a migliorare la situazione. Alcuni parlavano della prossima campagna acquisti, qualcun altro invitava il Mister a dare più spazio a chi siede ubbidiente in panchina. Infine coglievo il Presidente che dissertava sulla “fisicità” che deve avere un difensore (altezza 190 cm, grande e grosso). E’ un peccato che si continui sempre e soltanto ad analizzare con il microscopio determinati settori del campo… Mi permetto di suggerire una cosa al Mister. Nell’angolo “il Mister commenta” invece di dilungarsi nel tedioso elenco di giocatori schierati in campo ed eventuali sostituzioni (è una ripetizione, è già tutto scritto nella Sezione “Il Cammino dei Rosso-blù”) potrebbe fare un’analisi più tecnica analizzando separatamente i 3 Reparti (Difesa – Centrocampo – Attacco) specificando, per ogni reparto, cosa è andato e cosa ha lasciato a desiderare. Nel frattempo, sui mega schermi del locale viene trasmessa la partita Feyenoord-Ajax. Si vedono giocatori muoversi all’unisono a 100 Km all’ora: uno spettacolo. Ad un certo punto Chilivani, tra un piatto di prezzemolo farcito ed uno di cetrioli rosolati, dice “…cavolo, sembriamo noi quando siamo in palla…”. Così è, se vi pare. ErFi |
| LA STORIA di AMATORI CAGLIARI LA VERNICE - EUSEBIANA 1 - 1. Stadio Sacro Cuore Quartu S.E. del 08.04.2006 ore 15.00 |
Mister Hyde ritorna Dottor Jackyll. Dopo aver pazzescamente dilapidato
la possibilità di raggranellare quei preziosi punti che avrebbero potuto
lanciarci nei Play-off, andiamo a raccattare un mitico punto contro la
3° in classifica. Per tentare di capire quanto siamo “instabili” è sufficiente notare che negli scontri diretti, contro le attuali prime 4 classificate, abbiamo 9 punti (2 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte). Manca la partita di ritorno contro Sint. Arrivo al campo piuttosto in ritardo. Gli altri sono quasi tutti cambiati, io cerco disperatamente di recuperare ma, con la sua calma proverbiale, entra LastMinute che si guarda intorno e si capisce lontano un miglio che sta pensando “…ma che cavolo si sbrigano a fare, tanto c’è ancora molto tempo prima dell’inizio…” (circa 5 minuti….). Irrompono negli spogliatoi, festanti e rumorosi, Pillincone, Panzer & Mussia. Pacche, ceffoni, tentativi d’aggressione, …ormai la solita bolgia… lo avrete capito… Il Mister snocciola la formazione con cui intende affrontare i temibili avversari ma, viste le ultime partite “non-giocate”, ha una faccia e un tono di voce che lasciano trasparire chiaramente uno scoglionamento non indifferente… Pronti, via. Andiamo meritatamente in vantaggio, si capisce da subito che è una di quelle prestazioni che ci vedrà protagonisti. Gli avversari riescono ad agguantare il pareggio ma la sciagura vera e propria arriva a circa 10 minuti dalla fine. Siamo in una fase di gioco in cui i loro attacchi, piuttosto sterili, tentano di trovare il goal attraverso un “numero” di qualche loro atleta o con il “tiro della domenica”. Non c‘è grinta e “cattiveria” a sufficienza che ci possa impensierire… In un momento in cui l’azione si svolge all’interno della nostra area, il mitico Sidacciappu, con una sicurezza e tranquillità meritevoli di miglior sorte, raccoglie la sfera di cuoio tra le mani, la poggia per terra e si appresta a battere una “immaginaria” punizione… L’arbitro, non credendo ai propri occhi, fischia il sacrosanto rigore a favore dei nostri avversari e scoppia la bagar. Sidacciappu comincia a dire di aver sentito distintamente il fischio arbitrale di un’ipotetica punizione, comincia ad inveire e contesta la decisione arbitrale…. Il divertente è quello che avviene tra i compagni di squadra. Il Mister Leo è trattenuto a stento da Mussia. Vorrebbe entrare in campo ed aprirgli il cranio per vedere se il cervello è solo fotocopiato oppure è stato clonato… Pillincone ride divertito e dice “…al corso basico per Allenatori lo avrebbero messo dietro la lavagna, in ginocchio sui ceci… ma è sordo o è pazzo ??...”. Il Presidente è accasciato sulla panchina. Si guarda intorno, tentando di capire se quello a cui sta assistendo sia vero oppure si trovi coinvolto in una delle nuove puntate di “Scherzi a Parte!”. Io continuo a vedere che a breve, se qualcuno dei miei compagni non lo convince che non c’è stato nessun fischio, da parte dell’arbitro, arriverà alle mani con quest’ultimo. Nel dopo partita, una “gola profonda” avrebbe svelato una confidenza del giocatore. Visto il caldo, visto la spesa sostenuta di svariati dobloni per una dorata maglietta del F.C. Barcellona generosamente (…e, forse, frettolosamente…) regalata al Mister per tentare di attirarne le grazie… ma, soprattutto, visto che era stato tenuto in panchina, per l’ennesima volta, e fatto entrare solo nella seconda metà del secondo tempo, quando apparve palese, agli occhi del Mister, il calo di rendimento di Troddio, la lucidità mentale gli era venuta meno. Immaginando di essere sulla via della beatificazione, per la pazienza dimostrata dall’inizio del torneo, avrebbe ascoltato i canti e gli zufoli degli Apostoli. Una nota musicale di uno zufolo, particolarmente acuto e simile ad un fischio, avrebbe indotto in errore il nostro eroe (…ma per quanto ancora?…). I nostri avversari ridono divertiti. Ma intanto prendono il pallone e lo piazzano sul dischetto del rigore. L’arbitro fischia. Il giocatore avversario parte per tirare ma vedo chiaramente che, con velocità insospettabile, sopraggiunge di nuovo Lello, che cerca di arrivare all’altezza del dischetto del rigore prima dell’avversario. Forse, sempre abbacinato da crisi mistica e prossimo ad un colloquio celestiale con San Giuseppe, non ricordava che non si può, ripeto non si può entrare dentro l’area di rigore sino a quando non è battuto il rigore. Lui, viceversa, era arrivato quasi alla linea di porta e il nostro avversario, contemporaneamente, tirava una cagata di rigore da far invidia al nostro Flipper. Il nostro portiere parava in tutta tranquillità. L’arbitro, incredulo di tanta incapacità, fischiava di nuovo e ordinava la ripetizione del rigore. A quel punto parte la proiezione del film “Caos 2, la vendetta”. E’ un turpiloquio generale. Sento qualcuno che dice, distintamente, a Lello “…senti, ma quando compri il pesce butti il fosforo??”. Lello è incurante dell’offesa. E’ tutto preso dal tentare di dare puerili spiegazioni all’arbitro sull’innocenza della sua partenza anticipata. Ma l’arbitro, colto da raptus professionistico, decide che quel rigore deve ripetersi. Strano, visto che sino a quel momento ha arbitrato in vari modi ma nessuno dei quali aveva parvenza professionistica (vedasi, ad es., il vizio, ormai cronico nei Tornei in Amatori e ampiamente tollerato, di permettere ai giocatori di chiamarsi/suggerire la fischiata delle punizioni a proprio favore, accompagnando il tutto con lancinanti ululati di dolore…). Osservo di nuovo il teatro pirandelliano intorno a me. Mussia non sa se entrare in campo per sopprimere Lello oppure l’arbitro. Il mitico Panzer sta prendendo appunti fissando un appuntamento per una TAC al cranio (e all’udito…) di Lello. Il Mega Presidente si sta facendo misurare la pressione da Linesman, ormai è prossimo al collasso. Il Mister inveisce in una lingua mai sentita prima, non si comprende se ce l’abbia direttamente con lo stesso Lello oppure con tutti i suoi avi passati a miglior vita. Dopo lungo (e inutili) turpiloqui è depositato il pallone di nuovo sul dischetto. Mentre l’arbitro, con chiaro atteggiamento “professionistico” si accerta che nessuno tocchi la linea dell’area di rigore e ne rimanga al di fuori, fischia di nuovo. Mentre il nostro avversario inizia la rincorsa si vede chiaramente the Wall che fissa una palla al piede (stile “galeotto nell’ora libera nel penitenziario”) al vecchio Lello, ormai anche esausto per i tentativi di giustificare le sue minchiate a ripetizione. Inredibile ma vero. Il secondo rigore è tirato alto (stile Anguillone). La partita termina (meritatamente) 1 a 1. Negli spogliatoi qualcuno mormora che gli avversari avrebbero “sbagliato” apposta. Possibile, qualcuno a cui rimane un minimo di sportività esiste ancora… Ma c’è anche chi dice di aver sentito distintamente Lello avvicinarsi a chi doveva tirare il rigore e mormorargli, pochi secondi prima del tiro, “…senti, se lo sbagli ti organizzo un’orgietta con 2 polacche e 1 rumena… sono amiche mie, piuttosto sole, arrivate da poco in città…). Cosi è, se vi pare ErFi |
| LA STORIA di Sardachem -AMATORI CAGLIARI/LA VERNICE Stadio IS Arenas Quartu S.E. del 01.04.2006 ore 16.15 |
Sabato abbiamo messo in scena una perfetta commedia pirandelliana. Chi ha avuto la “fortuna” di assistere alla tragicomica partita, ha avuto la perfetta sintesi dell’andamento della nostra squadra in questo Campionato Amatoriale Over 39, anno 2005/06. Giornata splendida, sole primaverile andante sull’estivo, arrivo con una certa calma e tranquillità allo Stadio Is Arenas (…devo scontare, giustamente, una giornata di squalifica…) e mi appresto a dare il mio contributo come tifoso e portaborse/magazziniere. Negli spogliatoi, l’unico che mostra di sentire l’evento e di essere un po’ schizzato è proprio il Mister che, avvilito, mi dice “…forse non arriviamo ad undici, mi toccherà giocare pure a me, manca Lu Gattu e non ci sono neppure i Dirigenti…” e si sfila agilmente la maglietta, mostrando una pancia “fuori del comune”… e aggiunge “anzi, visto che ci sei, vestiti da crocerossina e prendi la valigetta dell’infermeria..." (…contenente gli ultimi 3 inserti di “Donna Moderna all’uncinetto”) |