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Amatores History

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Il cammino

13/10 15.30  MONTE CLARO

AMATORI CAGLIARI   1

CAMPAGNOLA         1


19/10   21.00    S.ELIA

CRAL CTM          1

AMATORI CAGLIARI  2


27/10  15.45 FERRINI 

AMATORI CAGLIARI  1

SARDACHEM CALCIO  1


03/11  14.30   SPANO 2

AMATORI CAGLIARI  3

FRAMA DR/3 ARCHI  1 


10/11  15.45 AZZURRA

AMATORI CAGLIARI    1

MONIAFLOR           1


17/11 15.45  ROSAS

ALDEBARAN         1 

AMATORI CAGLIARI  1


24/11  14.30  COGHINAS

AMATORI CAGLIARI  1

COOPER BAND       2


01/12   17.00  VVFF

CAR REFINISH     0

AMATORI CAGLIARI 3


15/12   15.45  VVFF

MEDITERRANEA     

AMATORI CAGLIARI 


22/12 14.30  Com. MONSERRATO

MONSERRATO       

AMATORI CAGLIARI 


05/01/19 15.00  Com. SELARGIUS

AMATORI CAGLIARI 

AMATORI ORIONE   

Buongiorno, atleti miei. Dopo l'ennesimo pareggione a reti inviolate contro la RVF, oggi sospendiamo l’atteggiamento da “buffone a corte” che tanto aleggia nelle nostre analisi e proviamo ad assumere quello più “serio” della dura legge dei numeri. Allora, miei prodi, vediamo un po’ da dove iniziare a fustigare questa squadra di scellerati.
Una piccola premessa.
“…L’algoritmo è più importante della classifica…”. Con questa frase si riassume la filosofia di Rasmus Ankersen, trentaquattrenne amministratore delegato del Midtjylland, club danese di prima divisione che ha vinto il suo campionato con 4 punti di vantaggio sull’FC Copenhagen nel 2014/2015.
Ma fino a che punto i numeri dominano il calcio, cioè lo sport unanimemente ritenuto il meno statistico del mondo?
Dire che il calcio è dominato dalla statistica è pura provocazione. La statistica è la lettura di ciò che accade effettuata con strumenti ben più evoluti dell’occhio umano. Sono sempre gli uomini a dominare il calcio, ma attraverso la statistica lo possono fare in due modi. Continueranno a farlo con le loro decisioni, ma la capacità di leggere gli eventi e non vedere nel calcio uno sport fatto solo di episodi diventerà un ulteriore passo per controllare il più possibile questo sport.

La statistica è uno strumento, e tutti lo sanno. Il punto è come viene usata. Analizzare una partita con i sistemi moderni e poi non dotarsi di una visione obiettiva di quello che ci dicono ANCHE i numeri è come pretendere di passare un esame solo acquistando un libro. Cosa conta a quel punto? L’uomo o il numero?
E andiamo ora a vedere cosa ci dicono i numeri.
Siamo arrivati alla decima giornata di Campionato su 30. Ovvero siamo ad un terzo del “cammin di nostra vita nel campionato MSP” . Abbiamo ottenuto 10 punti, frutto di 2 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte. Un punto a partita. Questi 10 punti fanno presupporre, per ora, una proiezione finale di 30 punti. Pochini. Specialmente rispetto alle aspettative di tutta la Società. Abbiamo realizzato 10 reti (anche qui, una stitica media di una rete a partita) e 14 subite (1,40 di media). A questo punto, nelle nostre testoline presuntuose, una paio di domandine dovremmo porcele: come mai siamo diventati così avari in fase realizzativa? E la difesa, a differenza dello scorso anno, come mai così perforabile, nonostante anche la presenza del nostro portiere magico ?
Ma proseguiamo questa tragicomica analisi. Abbiamo pareggiato con squadre che ora hanno, rispettivamente: 17 – 13 - 15 e 7 punti. Si è vinto con squadre che ora hanno 9 e 10 punti. Già questi elementi ci dovrebbero far intuire che delle due, una. O siamo diventati brocchi o gli avversari si sono “potenziati”. O forse sono vere entrambe le affermazioni. Più somarelli noi e più bravi gli avversari. Le sconfitte subite sono frutto contro squadre che hanno, rispettivamente: 20 – 19 – 9 e 21 punti. Diciamo che la partita “gettata” è stata la sconfitta con la Cigiesse Loddo, al campo Rosas, per 1 a 0. Sono in classifica dietro di noi.
Riprendiamo la nostra analisi, dai pochi numeri di riscontro a disposizione. Alla fine dei primi tempi, indicando con il primo numero la nostra squadra, i risultati che avevamo ottenuto al termine dei primi 30 minuti:
1 a 0 / 0 a 0 / 0 a 0 / 0 a 0 / 0 a 2 / 0 a 1 / 5 a 1 / 1 a 1 / 1 a 0 / 0 a 0.
Ovvero se la partita fosse terminata alla fine del primo tempo, si conquistavano 14 punti contro gli attuali 10.
Sembrerebbe che ci sia uno scadimento di “qualità” nei secondi tempi del match.
Passiamo ora alle reti subite. Solo 5 reti subite nel primo tempo contro le 9 reti subite nei secondi tempi. A corto di fiato in qualche settore del campo ?
L’attacco è chiaramente “anemico”. Ma anche qui appare evidente che nei primi tempi ha realizzato 8 reti delle 10 totale. Ovvero, nei secondi tempi sembrerebbe si vada in letargo (o, se preferite, si giochi al risparmio, convinti che il più è stato fatto).
Al di là dei giocatori impiegati e della rotazione (eventualmente) applicata, possiamo notare che il nostro Mister ha il vezzo di effettuare i cambi quasi sempre nei secondi tempi. Infatti solo in 2 occasioni e avvenuto un unico cambio nel primo tempo. Causa infortunio. Appare quindi confermata la tendenza del Mister a schierare una squadra nel primo a cui lascia tutto il tempo di “segnare/impostare” il match. Eventuali correttivi solo ad inizio ripresa. Ma, visto la rosa nominale di oltre 24 elementi, di quanto incidono i cambi in panchina? Vediamolo. Degli uomini in panchina sono stati utilizzati nelle dieci partite, rispettivamente: 5 – 6 – 5 – 1 – 5 – 4 – 4 – 4 - 3 e 2 atleti. Non sono stati presi in considerazione i cambi di coloro che entrati da titolari all’inizio e poi sostituiti, vengono successivamente reimpiegati. Vediamo che, mediamente, il Mister utilizza, atleti disponibili permettendo, circa 4 giocatori a partita. Ovvero, nel secondo tempo la squadra cambia la sua fisionomia per il 36 %.
Da questi numeri, credo che si possa dire che bisogna darsi una svegliata. Siamo deboli con i deboli e sempre deboli anche con i forti. E’ curioso vedere che attualmente abbiamo giocato 3 partite contro avversarie che abbiamo dietro in classifica. Anche qui la piattezza della squadra è confermata: una vittoria, un pareggio e una sconfitta.
Nell’ultimo match, alla fine del primo tempo, causa infortunio, mi sono accomodato in panca e, insieme a tanti allegri compagni di merende sportive, ho provato non solo a tifare per i miei colori, ma anche a vedere la partita con gli occhi da Mister. Naturalmente anche io sono compreso nella descrizione che seguirà perché gli spettacoli offerti, nei due tempi e non solo, sono stati i medesimi. Ho assistito ad un tempo di una partita in cui si può dire che il nostro match amatoriale sta alla divulgazione del calcio come le infradito allo smoking. Gente ferma che attende che arrivi la palla addosso alla persona o, al massimo, copre una superficie di 4 metri di diametro. Oltre è palla persa. Gli avversari, spesso & volentieri, catturavano le seconde palle. Grinta e voglia questa sconosciuta. Sembra quasi voler delegare al compagno di squadra l’onere di risolvere con un’invenzione (??) la situazione di gioco. Non ci riesce a mettere 3 passaggi in fila. Si tentano lanci lunghi e inutili che sono, sistematicamente, catturati dagli avversari che ripartono più o meno velocemente. Il pressing non viene neppure abbozzato. Se si conquista palla, si tende a giocare nelle immediate vicinanze con il compagno e sempre nello stesso lato. Si finisce spesso in imbuto da cui non se ne esce. Raramente si ricorre al passaggio arretrato per mantenere il possesso del pallone per tentare di far posizionare i nostri atleti che, viceversa, rimangono ancorati sul posto, attendendo pazientemente di vedersi recapitare la palla tra i piedi. Ma ciò avviene raramente. Non si comprende come mai invece di appoggiare il pallone al compagno vicino (se smarcato) si tentano avventure alternative tipo 2001 Odissea nello Spazio. Non vengono abbozzati tiri in porta neppure se ci fosse Nonna Papera. La squadra spesso sembra slegata e spezzata. E, naturalmente, ho assistito alle urla del Mister che tentava di “esortare” i suoi prodi. Ma sembra predicare nel deserto … cominciare a sostituire chi non si attiene alle disposizioni ricevute sembra brutto?
Sino ad ora le nostre sono partite che, quando visionate da Caressa per conto di SKY, ha definito un esempio del calcio moderno… Peccato che fosse al decimo gin and tonic. Nella partita di sabato, si poteva assistere ad uno spettacolo che finalmente fornisse una spiegazione dei vari misteri che avvolgono gli atleti degli Amatores. Ma che dopo averli visti, continueremo a non sapere. Del famoso riscaldamento pre-partita, chi riceverà la bolletta ?
Se Monna Lisa in realtà è Leonardo chi sta allenando gli Amatores?
Scienza del calcio, tecnologia applicata al calcio, approfondimenti. Tutte cose che noi degli Amatores non sappiamo minimamente come affrontare. Con tutti questi quesiti, vi lascio alle vostre certezze. Le uniche veramente insuperabili e imbattibili.

Vae Victis (ErFi)