Amatores History

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Il Corriere dello Sport, a caratteri cubitali, titola “… Dopo la manita degli Amatores, la manita del Cagliari. Pari & Patta”. La Gaggetta dello Sport rafforza il concetto: “Nel week-end manita a pranzo”. Ci sarebbe da piangere ma, in realtà, non ci resta altro che ridere. Non c’è che dire. Quando siamo in giornata “no”, non ci facciamo guardare dietro. 4 reti da Gennarelli. 5 reti dai Drughi. 9 reti in 2 match. Praticamente il 50% delle reti subite in Campionato. Mister Leo aveva preparato accuratamente l’incontro e con la sua dialettica “double face” aveva catechizzato i suoi uomini con il suo solito ottimismo: “Sulla difesa non ho dubbi. Ho già scelto gli uomini. Giocheremo a 4 in difesa. Per il resto sarà improvvisazione. Tutti aretti fissi… e al tramonto vedremo di concludere la giornata con la madre di tutte le vittorie. Forza Amatores!!”. Qualcuno, in Società, comincia a chiedersi se conviene continuare a decantarsi campioni per poi prendere sonori ceffoni ! Forse sarebbe il caso di avere una punta di umiltà … ma tant’è … vogliamo mettere ? Non siamo noi i Campioni ? Non siamo noi gli unti dal Signore e avviati a radere al suolo ogni avversario ? No, sembra proprio di no, non siamo noi….
Siamo una squadra che ha preso un premio nel campo della divulgazione dello Sport amatoriale ma che non l’ha mai restituito al suo reale vincitore. Rimane il fatto che la metamorfosi dell’ASD Amatori è un Mistero. Una squadra che impasta il calcio, cuoce la tecnica ma alla fine sforna solo cazzate. Si affronta la prima in classifica. Prima del match i soliti numeri fanno capire che non sarà un pomeriggio tranquillo. A favore dei nostri avversari c’è tutto. Punti: 27 a 10. Reti fatte: 29 a 11. Reti subite: 7 a 14. Con la filosofia del “non abbiamo nulla da perdere”, si scende in campo con l’ennesima variazione di formazione. Nel frattempo, anche la NASA ha impiegato le migliori menti scientifiche a disposizione per carpire i segreti dalla Magic Rotation applicata da Mister Leo. In queste alchimie tattiche, non sono riuscito a spiegarmi la mia esclusione dall’undici iniziale visto che giocavo contro la mia ex squadra. Ma sicuramente il saggio Leo ha valutato tutte le opzioni a sua disposizione e ha ritenuto più oculato schierare una formazione che gli desse altre garanzie. E così, mi accomodo in panca con Fabrizietto e il palestrato Cadoni. L’apprendimento della visione della partita ci è stata utile un gradino sotto l’utilità delle infradito quando hai le calze. Gli avversari ci regolano con un 2 a 0 nel primo tempo. Nel secondo la musica cambia di poco. Parziale di 3 a 1. Risultato finale 5 a 1. Al termine del match, alcuni miei compagni di squadra avevano lo guardo infiacchito e classico di chi si chiede: “ma che cazzo sta succedendo?”. E’ ovvio che un paio di domandine, a dire il vero, me le sono poste anche io… da cosa dipende questa emorragia difensiva ? E questa perdurante stitichezza nelle conclusioni a rete ? Lungi da me colpevolizzare qualsivoglia persona. Io credo realmente nel fatto che si vince in 11, si pareggia in 11 e si perde in 11. Ma, dalle voci che iniziano a circolare fra le gole profonde (indice di nervosismo serpeggiante) qualcuno comincia a scaricare da sé ogni possibile critica e scarica a massa “su altri”. Un classico. A proposito del “clasico” e delle frasi fatte nel calcio. Spesso si sente vagheggiare di “Squadra” e di “Gruppo”. Sono venuto a sapere, da voci attendibili, che il nostro caro compagno di giochi Lello ha mollato la squadra. Sembrerebbe perché gli sia passata la voglia (??). E’ un peccato che nessuno, del Team, avesse chiesto info su dove mai fosse il nostro “desaparecidos”. Forse è il caso che in queste situazioni vi sia più coinvolgimento. E chiarimento. Altrimenti essere “Gruppo” quando si vince è troppo facile. Ma andiamo oltre. Ormai assistiamo a prestazioni che aiutano la regolarità intestinale. Qualcuno mormora che ci manca Antonello Angioni. E di questo non ho dubbi. Ragazzo d’oro e dalle capacità pedatorie notevoli. Ma rimane il fatto che non sia normale che le prestazioni di una squadra dipendano dalla presenza o meno di un singolo elemento. Penso di poter sostenere, senza essere smentito, che le formazioni che si sono intervallate hanno visto alternarsi pippe, semi-pippe, incoscienti, normali, bravini, campioni, pseudo campioni, bidoni dell’immondizia. Ma il risultato non cambia. Forse non siamo così preparati come si pensava ?? Forse qualcuno non è cosi “importante” come si riteneva ? Il livello tecnico di quest’anno, raggiunto dalla squadra, è ormai un enigma simile a quello degli orecchini. Perché se la tua amante li perde nel tuo letto, poi li ritrova sempre tua moglie ? Prepariamoci per le prossime partite, mantenendo concentrazione a capacità di giocare assieme ai compagni. Come direbbe il Mister, l’ottavo posto è “solo” 7 punti sopra di noi… ma per riprenderlo, bisognerebbe ricominciare e vincere qualche partita. CARPE DIEM. (ErFi)